Duecentouno morti è il bilancio dell'esplosione di una miniera di carbone avvenuta in Turchia nella provincia occidentale di Manisa, a 120 chilometri da Smirne. Sono intrappolati in centinaia. Il premier Erdogan ha dovuto annullare per l'accaduto una visita in Albania. La corsa contro il tempo per salvare i minatori, che indossavano maschere antigas con un’autonomia fra i 45 minuti e un’ora e mezza, è iniziata alle 19 di martedì. E di fronte alle riserve di ossigeno sempre più scarse i soccorritori hanno continuano a pompare aria fresca verso le gallerie in profondità. Ma non è bastato. L’incidente è avvenuto al momento del cambio turno e sotto terra c’erano 700 persone. Molti lavoratori sono stati tratti in salvo ma con il passare del tempo hanno estratto anche molti corpi ormai senza vita. L'incidente. Secondo l’emittente Ntv l’esplosione, avvenuta a due chilometri di profondità, sarebbe dovuta a un cortocircuito. Le gallerie sono state invase da fiamme e fumo. I soccorritori sono stati divisi in quattro squadre, che continuano a lavorare senza sosta nel disperato tentativo di fare estrarre dalle viscere della terra i sepolti vivi. Il fumo, l’incendio, che non si sa se sia stato estinto, e il black-out elettrico rendono l’intervento problematico. Davanti ai cancelli della miniera si sono riuniti i familiari dei minatori intrappolati. Per loro sono momenti di drammatica attesa. Il bilancio delle vittime è incerto e in crescita. Le carenze nella sicurezza delle miniere di carbone turche sono da tempo al centro di polemiche. Nel 2013, sono stati 93 i minatori morti nelle varie miniere del paese. Nel novembre scorso 300 minatori si erano rinchiusi in fondo alla miniera di Zanguldak, nella regione del Mar Nero - dove nel 1992 una esplosione aveva fatto già 163 morti - per protestare contro le misure di sicurezza insufficienti dell’impianto.
Esplode una miniera di carbone in Turchia
Il bilanciao è di 201 morti. L’incidente è avvenuto al momento del cambio turno quando sotto terra c’erano 700 persone
