Barack Obama ha esordito in conferenza stampa da Bruxelles elogiando il Belgio: "Come non si può non amare un Paese che ci ha dato una cosù buona cioccolata e birra". Poi è passato ai fatti. La crisi ucraina "non rappresenta l'ingresso in un'altra Guerra Fredda". Ha ricordato che se Mosca continuerà sull'attuale strada seguita con l'annessione della Crimea, approfondirà ulteriormente il suo isolamento e si troverà a fare i conti con ulteriori sanzioni. Il presidente americano non sa dire cosa succederà nel prossimo futuro, ma nel lungo termine la democrazia e il rispetto del diritto trionferanno in Ucraina. Per Obama la crisi ucraina ha dimostrato ancora una volta che Stati Uniti ed Europa sono riusciti a tenere testa alla convinzione (della Russia) che una nazione più grande possa fare la prepotente con una più piccola. "Il popolo europeo è più sicuro e sta meglio economicamente perche stiamo insieme per gli deali che condividiamo". Statunitensi ed europei sono uniti come alleati inseparabili. "Manterremo fermezza, ma lasceremo aperta la porta della diplomazia". NATO "La Nato è una forza destinata alla pace. Non cerchiamo il confronto, ma se sfidati non esiteremo a rispondere". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. "Mi unisco a Barack Obama nel considerare misure addizionali della Nato in risposta alle azioni della Russia in Ucraina: piani di difesa aggiornati, aumento delle esercitazioni, schieramenti adeguati". ENERGIA Il messaggio di Barack Obama da Bruxelles è stato chiaro: gli Stati Uniti sono più che disponibili ad esportare gas naturale in Europa, ma ha anche sottolineato che sarà un processo lungo. Ed ha sottolineato come l'approvazione dell'accordo di libero scambio, il Ttip, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, velocizzerebbe l'esportazione di gas naturale americano liquido in Europa. Ma oltre ai negoziati con la Ue, gli Stati Uniti per arrivare a questo obiettivo - verso il quale il braccio di ferro avviato con Mosca per l'Ucraina ha fatto segnare un'accelerazione fino a poco tempo fa non prevedibile - devono affrontare delle questioni politiche interne, superando le misure varate negli anni '70, subito dopo l'embargo petrolifero dei Paesi arabi, che limitano le esportazioni energetiche per tutelare l'autosufficienza. Ma ora l'invasione russa e il timore di suoi ulteriori e minacciosi passi stanno favorendo l'avanzamento al Congresso di proposte tese a rimuovere questi limiti per punire Vladimir Putin. L'Europa importa circa il 30% del suo gas naturale dalla Russia attraverso gli oleodotti che passano dall'Ucraina. "Negli anni settanta sostenevamo che per il bene della sicurezza nazionale dovevamo proibire le esportazioni, ora invece affermiamo che è per il bene della sicurezza nazionale che dobbiamo autorizzarle", sintetizza Michael Webber, vice direttore dell'Energy Institute dell'università del Texas. In questa settimana ben tre commissioni del Congresso hanno messo in agenda la discussione della questione. L'America può e deve diventare una superpotenza energetica, l'ultima cosa che Putin e la sua cricca vogliono è la competizione degli Stati Uniti su questo fronte, ha detto Mary Landrieu, senatrice democratica che presiede la commissione Energia e risorse naturali dove si è discusso della questione. Anche le commissioni Energia e Commercio della Camera ieri hanno parlato della possibile autorizzazione delle esportazioni energetiche, ed oggi se ne parla alla Commissione Esteri. Sulla questione si registra infatti un'insolita sintonia tra democratici e repubblicani. Lo Speaker della Camera, John Boehner, ha detto che Obama deve mandare un messaggio a Putin accelerando sulle esportazioni per venire in contro agli alleati europei. La prospettiva di ingenti export energetici americani, un tempo impensabile, è dovuta soprattutto alla "benedizione", come ha detto oggi Obama, dello shale gas, il gas di scisto, e dello shale oil, estratti attraverso le attività di frantumazione, molto contestate dagli ambientalisti. Ma che hanno permesso lo scorso novembre agli Stati Uniti di produrre più petrolio di quanto ne abbiamo importato - per la prima volta dal 1995 - e che ha fatto prevedere all'Aie che nel 2015 gli Usa potranno superare Russia ed Arabia Saudita come Paesi produttori.
Obama: "Pronti a esportare gas in Europa"
Il presidente americano ha ribadito l'impegno occidentale di fermare Putin: "Manterremo fermezza, ma lasceremo aperta la porta della diplomazia"
