Esteri

L’Incontro delle famiglie aperto ai non cattolici

Andrea Acalia.acali@iltempo.it L’appuntamento è ancora abbastanza lontano nel tempo ma è di quelli che richiedono un grande sforzo, non solo organizzativo. L’ottavo Incontro mondiale delle...

L’appuntamento è ancora abbastanza lontano nel tempo ma è di quelli che richiedono un grande sforzo, non solo organizzativo. L’ottavo Incontro mondiale delle famiglie, in programma nel settembre del prossimo anno a Philadelphia, è stato presentato ieri dal presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, mons. Paglia, e dall’arcivescovo della città americana, mons. Chaput. Un evento che «si colloca in un momento particolarmente importante per la vita della Chiesa - ha sottolineato mons. Paglia - Papa Francesco ha voluto porre al centro dell’attenzione di tutta la Chiesa proprio il tema della Famiglia. Nel febbraio scorso vi è stato dedicato un apposito Concistoro. Nel prossimo ottobre si celebrerà un Sinodo Straordinario dei Vescovi e nell’ottobre dell’anno prossimo si terrà l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, ancora sulla famiglia», alla vigilia del quale si terràl’incontro di Philadelphia. Senza dimenticare il «filone di analisi e di dibattito che l’ONU ha proposto in questo anno con l’indizione dell’anno della famiglia» che secondo l’arcivescovo «è un invito a tutte le istituzioni religiose e civili per un lavorare insieme per un futuro migliore della famiglia nel mondo». Dunque un impegno che non lesina energie a favore della famiglia che, come ricordava lo stesso Pontefice, è oggi «disprezzata e maltrattata». Ma l’autentica novità dell’Incontro di Philadelphia è l’apertura ad altre Chiese cristiane e ad altre religioni: «Vorremmo - ha detto mons. Paglia - che la partecipazione all’evento coinvolgesse in maniera larga e attiva anche le altre Chiese e Comunità cristiane, come pure rappresentanti delle grandi Religioni Mondiali assieme anche a uomini e a donne umanisti che hanno a cuore il destino di una umanità pacifica e solidale. Il convergere nella famiglia aiuta tutti i popoli a sentirsi e a operare come un’unica famiglia». Parole che hanno trovato eco nell’intervento di mons. Chaput: l’entusiasmo contagioso di Papa Francesco ha spinto gli organizzatori a sviluppare «una catechesi preparatoria non solo per i cattolici ma anche per tutte le persone di buona volontà, ove accentuiamo la bellezza e la verità della vita familiare, come il luogo privilegiato dell’amore». Non è mancato un riferimento dell’arcivescovo al problema dei preti pedofili: «La Chiesa di Filadelfia è una comunità che ha anche un grande bisogno di rinnovamento, in seguito alla crisi degli abusi sessuali dello scorso decennio. In questo senso, essa è una fotografia della Chiesa a livello mondiale. Noi abbiamo il dovere di aiutare le vittime di abusi e le loro famiglie a guarire, e di proteggere i bambini e i giovani dai danni negli anni a venire. Allo stesso tempo, la Chiesa ha però il dovere di aiutare le persone a trovare Dio e a vivere la loro fede con gioia e convinzione. La storia di pentimento e di vita nuova era la storia dell'antico Israele, ed è nel migliore dei casi la storia della Chiesa lungo i secoli» ha concluso mons. Chaput.

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