Esteri

«I marò sono due assassini». La vergogna dei manifesti di Lecce

Nel Paese finalmente (quasi) unito c’è chi li chiama killer. Il giustizialismo a tutti i costi viaggia tra i muri e Internet

In un Paese ormai (quasi) unito da destra a sinistra nel voler riportare i marò Girone e Latorre a casa, c’è anche chi, incomprensibilmente, vuole essere in disaccordo. Anzi, si legge tra deliri fanta-giudiziari sul web e manifesti «ciclostilati in proprio» da anonimi tromboni: «Quei due sono assassini. Se li tenesse l’India». Ieri ricorreva l’anniversario del ritorno in India di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: al dolore composto e riservato delle famiglie ha fatto da contraltare l’ignavia dell’affissione da parte di ignoti, a Lecce, di manifesti pieni di offese contro i fucilieri. Sono stati i commilitoni del San Marco del capoluogo salentino, con l’ex marò Maurizio Bisanti in primis, a denunciare pubblicamente il gesto non firmato, racchiuso in un testo che riprende alcune tesi contro i fucilieri diffuse negli ambienti dell’antagonismo di sinistra. «I due marò non sono eroi - è scritto nel testo - ma assassini che si fanno scudo della protezione che la divisa offre loro. Custodi della società, dello sfruttamento che tutti ci soggioga, e di cui faremmo bene a disfarci al più presto». Sull'episodio indaga la Digos di Lecce che non esclude alcuna pista investigativa e valuta accuratamente anche la possibilità che i manifesti provengano dall’area del’estrema sinistra salentina (accanto al fogliettone contro i marò ce n’era un altro che celebrava l’icona dell’Autonomia milanese, Davide Cesare detto Dax). Chi non ha la memoria corta e ogni tanto ama «passeggiare» via Internet sa bene che questa interpretazione dei fatti non è nuova e nemmeno isolata. L’«ubriacatura» anti-marò (e si tratta di una bella sbronza) non si basa su alcun riscontro oggettivo, visto che le indagini indiane non sono mai giunte a un sistematico accertamento dei fatti, ma piuttosto su un antimilitarismo «sinistro», in base al quale chiunque ha una divisa è colpevole e basta. Sul web non è difficile trovare accuse e insulti ai due militari. Su questi siti e blog è anche possibile leggere articoli intitolati «Senza Stato è meglio» e «L’anarchia non è caos». Naturalmente in caso di assalti di pirati (che sono poi la versione marina di semplici rapinatori) si possono leggere le Tre conferenze sull’anarchia di Bakunin... e sperare in tempi migliori. «Oggi è una bellissima giornata ... Splende il sole ed è arrivata la tanto attesa primavera! Ma purtroppo a far da contrasto a questo bellissimo quadro di vita c'è un ricordo terribile. Esattamente un anno fa in serata furono fatti rientrare in India i Fucilieri di Marina in circostanze molto sofferte. Rimarrà indelebile il ricordo di quello strappo»: così su Fb Paola Moschetti, compagna del fuciliere della Brigata San Marco, Massimiliano Latorre, ha ricordato la giornata dolorosa del ritorno dei marò a New Delhi nel 2013. Per Paola Latorre «guardare indietro non serve a nulla, ed è in virtù di ciò che si guarda avanti continuando a combattere sin quando verità e giustizia non trionferanno, ed i Fucilieri potranno rientrare a casa dando un senso ad un sacrificio enorme compiuto in nome della Patria da essi venerata!».

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