Il presidente ad interim dell'Ucraina, Oleksandr Turchynov, ha lanciato un ultimatum alle autorità della Crimea, dando loro tre ore di tempo per rilasciare tutti gli ostaggi, compreso il comandante della Marina militare di Kiev Serhiy Haiduk, minacciando che altrimenti ordinerà «i passi appropriati». «Se tutte le provocazioni contro le truppe ucraina e l'ammiraglio Haiduk non cesseranno entro le 21 e se non verranno rilasciati tutti gli ostaggi militari e civili, allora le autorità adotteranno i passi appropriati, compresi quelli di natura tecnica e tecnologica», afferma Turchynov. Haiduk è stato catturato nella base di Sebastopoli e portato via da uomini armati dopo che stamattina forze filorusse hanno preso il controllo della base. Nel pomeriggio l'ufficio della procura della Crimea aveva fatto sapere che Haiduk era stato fermato per essere interrogato. Subito è arrivato il richiamo deli Usa: «Gli Stati Uniti condannano quello che sta facendo la Russia per prendere il controllo delle basi militari ucraine, azioni con cui si sta creando una situazione pericolosa», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Quello che sta avvenendo in Crimea «è un campanello d’allarme per la comunità euroatlantica, per la Nato e per tutti quelli che sono impegnati nella difesa di un’Europa libera e pacifica»: lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ribadendo come in atto ci sia «un'aggressione militare» da parte della Russia. L'esercito ucraino ha posto le truppe "in stato di massima allerta di combattimento". Lo ha annunciato segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa di Kiev, aggiungendo che è stato ordinato anche lo schieramento del grosso dell'esercito lungo i confini dell'Ucraina con la Russia per proteggere l'integrità territoriale del Paese. DIPLOMAZIA Sul fronte diplomatico, Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, non si recherà in visita in Russia e Mosca afferma che al presidente del Consiglio «non è stato permesso» di partecipare agli incontri al Cremlino «dalla sua stessa gente». In una nota, Mosca spiega che le autorità russe ieri hanno risposto rapidamente alla richiesta di Van Rompuy di recarsi in visita, ma il viaggio è stato cancellato all’ultimo momento perché Bruxelles «non voleva ascoltare la verità». Ieri la Russia ha firmato un trattato per l’annessione della Crimea nel proprio territorio in seguito al referendum di domenica, che si è concluso a favore della secessione dall’Ucraina. Kiev e l’Occidente considerano il voto come illegittimo. La Germania compie un passo ulteriore nelle sanzioni contro la Russia per l'annessione della Crimea e sospende la vendita di simulatori di combattimento a Mosca. Lo ha annunciato il vice cancelliere, Sigmar Gabriel, secondo il quale non e' opportuno al momento che la societa' tedesca Rheinmetall consegni a Mosca tecnologia militare avanzata per 120 milioni di euro ordinati due anni fa. "Il governo tedesco considera l'esportazione dei simulatori di combattimento alla Russia inaccettabile nelle attuali circostanze", ha annunciato in una dichiarazione Gabriel. Nulla invece dalla Francia, al momento, che ha un contratto in corso per la consegna di due navi da guerra, portaelicotteri d'assalto della classe Mistral, da 1 miliardo di euro. La prima, in base al contratto, dovrebbe essere consegnata in autunno. La Russia risponderà alle sanzioni annunciate dagli Usa e sta considerando quali ulteriori misure adottare se Washington proseguirà nell'escalation del confronto sull'Ucraina. FIA DI FUGA Il governo ucraino sta mettendo a punto i piani operativi per il ritiro delle truppe e dei civili fedeli a Kiev dalla Crimea: "Stiamo mettendo a punto un piano che ci consentira' non solo di ritirare i soldati, ma anche le loro famiglie dalla Crimea, in modo che possano essere rapidamente spostati sul territorio della madrepatria Ucraina". Lo ha reso noto il Consigliere per la Sicurezza Nazionale , Andrei Parubiy, preannunciando anche di aver chiesto al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon (che domani sara' a Mosca ed il 21 sara' Kiev) di demilitarizzare la penisola, facendo ritirare anche le truppe russe dopo quelle di Kiev. ZONA DEMILITARIZZATA Il governo ucraino vuole chiedere al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon (che domani sara' a Mosca ed il 21 sara' Kiev) di "demilitarizzare" la Crimea, facendo ritirare le truppe russe, dopo che Kiev sta approntando piani per richiamare le proprie. "Il governo intende presentare all'Onu una richiesta urgente per qualificare il territorio della Repubblica Autonoma di Crimea come zona demilitarizzata e di assumere le necessarie misure per il ritiro delle truppe russe", ha riferito Andrei Parubiy, segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa di Kiev.
Crimea, ultimatum di Kiev. Eserito ucraino in massima allerta
L'Ucraina chiede al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon di demilitarizzare la penisola. Pronto il piano per il ritiro delle truppe di Kiev
