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Francia, Parigi messa a ferro e fuoco dall’estrema sinistra: 855 fermati, numero record

La vicesindaca El Aaraje denuncia la carenza di risorse per la polizia

I disordini e i saccheggi di ieri a Parigi sono stati opera soprattutto di gruppi di estrema sinistra. A sostenerlo è la prefettura di polizia di Parigi. Il 17 ottobre c’è stato un corteo “principale di 110.000 manifestanti, che si è svolto senza grandi incidenti”, si legge in una nota diffusa dai media francesi. Allo stesso tempo, “diversi gruppi violenti, in particolare di estrema sinistra, moltiplicavano i tentativi di compiere blocchi, cortei non autorizzati nel centro di Parigi e saccheggi, in particolare nei settori Repubblica/Sebastopoli e Madeleine/Faubourg Saint-Honoré”, si spiega nel comunicato. I gruppi violenti, arrivati “alla fine del pomeriggio”, erano “insolitamente” più numerosi di quanto si fosse osservato in precedenza, “da 500 a più di 1000 persone”, riferisce ancora la polizia, e “il loro obiettivo era esclusivamente commettere furti e saccheggi”.

Durante gli scontri e violenze a margine della manifestazione di ieri a Parigi le forze dell’ordine francesi hanno fermato 855 persone, secondo quanto ha reso noto la Prefettura della polizia con un bilancio diffuso questa mattina, sottolineando che si tratta di un “numero record” di fermi.

La prima vicesindaca di Parigi, Lamia El Aaraje lamenta però la “mancanza di risorse” a disposizione della polizia per porre fine ai saccheggi che si sono protratti fino a notte fonda in molte zone della capitale. “Direi che ieri sera c’è stata chiaramente una carenza di risorse nella capitale”, ha affermato. “È inaccettabile vedere persone vandalizzare negozi e attaccare fisicamente gli edifici”, ha detto ancora a Franceinfo la vicesindaca socialista, braccio destro del sindaco Emmanuel Grégoire. El Aaraje ha infine descritto il livello di violenza come “senza precedenti, credo” a Parigi.

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