La Francia continua, da settimane, a essere ostaggio del caos. Le proteste studentesche, in cui si mischiano frange estremiste e islamiste della società, non accennano a fermarsi nei quattro angoli del paese. Oggi, 17 ottobre, una nuova ondata ha provocato disagi e scontri, per un bilancio momentaneo e in aumento di 272 persone arrestate su scala nazionale.
A Parigi le tensioni più gravi si sono concentrate attorno a Place de la République, dove i manifestanti hanno eretto barricate incendiarie e bersagliato i reparti antisommossa. Nella piazza, sulla statua della Marianna è stato depositato un gilet giallo e un pezzo di stoffa con su scritto “la polizia mutila i liceali”, slogan che risale alle mobilitazioni per il caro vita del 2018-2019. Dall’altra parte le prefettura ha perfino dovuto respingere con la forza un corteo non autorizzato che puntava in direzione dell’Eliseo.
Più grave la situazione in altre città. A Lille, nord del Paese, decine di persone hanno sfondato le porte a vetri del Municipio facendo irruzione nell’edificio e saccheggiando alcuni locali comunali prima di fuggire. Tensioni altissime anchea Bordeaux, con un furgone della polizia accerchiato e colpito dal lancio di pesanti lastre di pietra sradicate dal selciato, mentre a Lione le autorità cittadine hanno registrato il lancio di bottiglie molotov da parte dei cittadini.
Lo scontro di piazza si è poi trasformato in scontro politico. Se da una parte il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha sfilato tra i cori della folla parigina e la deputata ecologista Sandrine Rousseau ha accusato la polizia di usare metodi “al limite di ciò che la Repubblica può accettare”, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, ha condannato i disordini accusando l’estrema sinistra di aver ”cinicamente strumentalizzato" le legittime rivendicazioni sociali dei cittadini.
Per far fronte ai disordini è stata dispiegata la Crs 8, l’unità specializzata nella lotta contro le violenze urbane. La scelta arriva dopo che le forze dell’ordine si sono trovate ad affrontare piccoli gruppi mobili e violenti che hanno tentato di avvicinarsi ai luoghi del potere della capitale.
