L’esecutivo per il caso dei due marò bloccati in India è ottimista e determinato: dalla Difesa arriva l’assicurazione del massimo impegno, agli Esteri c’è la quasi certezza di una soluzione in tempi brevi. «I marò sono un impegno prioritario», ha detto Lapo Pistelli, viceministro agli Esteri, ospite ieri di «Un Giorno da Pecora», su Radio2, trasmissione condotta da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. «Solo - ha aggiunto il viceministro - che il sistema indiano non è la cosa facile, accessibile e trasparente che noi sogneremmo. Sono un po' lenti. Ma le percentuali che tornino in Italia entro l'anno sono elevate». Esprimendo così la speranza di tante e tante persone. Ma c’è chi vorrebbe essere più ottimista. «I marò a casa entro l'anno? Non scherziamo - ribatte stupito il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri - Latorre e Girone devono tornare in Italia subito. Dal viceministro agli Esteri Lapo Pistelli ci saremmo aspettati maggiori garanzie sui tempi di rientro dei nostri marò. Un anno è un tempo infinito per chi è detenuto in India già da due senza un processo e per ragioni infondate. Il governo si svegli. Affronti questo problema con determinazione e pretenda il sostegno della comunità internazionale. Finora quanto fatto in sostegno dei nostri fucilieri di Marina è molto poco e molto deludente». Intanto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha spiegato che «la stretta integrazione con gli alleati è oggi molto importante anche per ciò che riguarda la vicenda dei nostri fucilieri di Marina. Rilevante è stato ricevere dall’Europa e dalla Nato un aperto sostegno nel contenzioso in atto con l’India. Ma va detto - ha aggiunto - che questo appoggio si è concretizzato solo nell’ultimo periodo e grazie alla forte determinazione e iniziativa del governo, che ha portato all’attenzione della comunità internazionale un problema che potenzialmente potrebbe coinvolgere tutti». In ogni caso, ha proseguito «reputo sia importante mantenere la nostra partecipazione alle operazioni antipirateria, condotte come noto sotto l’egida dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica. La minaccia - ha proseguito il ministro della Difesa - non è stata debellata e richiede ancora il nostro impegno. Non potremmo, da soli, tutelare efficacemente i nostri mercantili e i nostri equipaggi. Se oggi non ci sono più nostri connazionali sequestrati dai pirati, lo si deve proprio all’azione congiunta di tanti Paesi». Latorre e Girone sono attualmente in attesa che venga fissata la prossima udienza davanti alla Corte suprema di New Delhi.
Il viceministro degli Esteri: «I marò a casa entro l’anno»
Per Lapo Pistelli soluzione del caso nei prossimi mesi. Il ministro Pinotti: «Conclusione nel rispetto di chi serve il Paese»
