Esteri

Il ricatto della Russia Ucraina alla canna del gas

La mossa di Putin: Gazprom sospende le forniture

KIEV La Russia minaccia di chiudere i rubinetti del gas all’Ucraina. Gazprom ha avvertito che interromperà le forniture se non verrà saldato il debito da 1,8 miliardi di dollari. «C’è il rischio di tornare alla situazione del 2009», ha spiegato l’amministratore delegato Alexiei Miller. L’ucraina Naftogaz ha ammesso il ritardo nei pagamenti a Gazprom ma ha pure annunciato di voler trovare una soluzione «per evitare la sospensione delle forniture e di gas destinate al paese e il transito di quello diretto in altre nazioni». Elemento, quest’ultimo, che potrebbe avere ripercussioni in Europa e in Italia. L’Occidente ha risposto disertando le Paralimpiadi inaugurate ieri a Sochi dal presidente russo Vladimir Putin. Il team ucraino, composto da 23 atleti, era rappresentato dal solo portabandiera Mykhaylo Tkachenko in apparente protesta contro la presenza delle truppe russe in Crimea. Kiev partecipa, dunque, all’XI edizione dei Giochi invernali, un evento di 10 giorni con 547 atleti provenienti da 45 paesi. Ma se dovesse scoppiare la guerra con Mosca è pronta a ritirare la squadra. Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia e Finlandia, per protesta, non hanno inviato rappresentanti alla cerimonia d’apertura. Poco prima tra Putin e il presidente Usa Barack Obama una telefonata ad alta tensione durata un’ora. «Le azioni di Mosca «violano la sovranità dell’Ucraina e l’integrità territoriale», ha sottolineato Obama. «Le attuali autorità ucraine sono arrivate al potere con un golpe», ha ribadito Putin, aggiungendo però che le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono e «fondamentali per la sicurezza e la stabilità nel mondo». Il sostegno dell’Unione Europea al nuovo governo ucraino guidato dall’ex banchiere Arsenij Yatsenyuk ha spinto la Russia ad una singolare ritorsione: l’embargo all'importazione di maiali, carne di maiale, salumi e prosciutti proveniente da tutti i Paesi U prendendo a pretesto la scoperta a fine gennaio, di casi di peste suina africana in alcuni cinghiali in Lituania e Polonia. Gli scambi tra Unione Europea e Russia riguardano 3,11 milioni di tonnellate di prodotti l’anno. Intanto il presidente della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, ha affermato che Mosca «rispetterà la scelta storica della popolazione della Crimea» nel referendum sulla secessione fissato per il 16 marzo. Da Mosca è anche rimbalza una indiscrezione di stampa, non confermata, secondo la quale il presidente ucraino deposto Viktor Yanukovich sarebbe ricoverato in ospedale in gravi condizioni dopo un infarto. A Simferopoli sono scesi in piazza i pro-Ue, poche decine, che hanno manifestato «per la pace e l’integrità dell’Ucraina». Per questo c’è chi pensa a trasferire la capitale nella filorussa Sebastopoli. A Kiev è tornato a parlare il premier Arseny Yatseniuk: «L’Ucraina è pronta ai colloqui diretti con la Russia, ma Mosca deve ritirare le truppe dalla Crimea». Mentre, da Kiev, sono stati cambiati i presidenti delle regioni di Dniepropetrovsk e Donetsk: nella prima è arrivato Igor Kolomoysky, co-proprietario del Gruppo Privat e presidente del locale consiglio ebraico, nella seconda è stato nominato Sergeij Taruta, presidente del cda della Isd, tra gli uomini più ricchi dell’Ucraina. Intanto la delegazione del Fondo monetario internazionale inviata nei giorni scorsi in Ucraina per definire il pacchetto di aiuti e di riforme necessarie per scongiurare il default è rimasta «colpita positivamente» dalla nuova leadership e ha ribadito la disponibilità ad assistere il paese». L’Ucraina, a corto di soldi, avrebbe bisogno di 35 milioni di dollari. L’ex presidente Yanukovich, dopo aver declinato l’invito ad entrare nell’Unione Europea, aveva accettato un prestito da parte della Russia. Qualche giorno dopo è scoppiata la protesta in piazza Maidan.

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