Un sistema giudiziario alla stregua di un clown, gli atti di un governo pesantemente condizionati dalle imminenti elezioni politiche. E, in mezzo a questo marasma, il destino di due militari italiani che rischia di dipendere da ben altro rispetto alle loro (presunte) colpe. Non è l’invettiva di qualche opinionista italiano anzioso di difendere i due Marà Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Bensì il sorprendente mea culpa fatto da un giornalista indiano, che mette nel mirino le autorità del proprio Paese per una vicenda che rischia di squalificare terribilmente la reputazione di Nuova Delhi sul palcoscenico mondiale. «Il sistema legale indiano è stato fatto apparire come un clown sulla scena internazionale». A scriverlo è l’editorialista indiano Guataman Bhaskaran in un commento sul caso dei due marò italiani apparso sul quotidiano Free Malaysia Today . «Le corti indiane - prosegue nella sua invettiva Bhaskaran - sono leggendarie per i loro rinvii». «I casi legali si trascinano per anni. Qualche volta i ricorrenti muoiono prima che vi sia una decisione sul caso. Qualche volta sono i sospetti a morire», scrive il giornalista. Che poi ricorda anche come il governo indiano abbia «cambiato la sua posizione sui marò almeno una mezza dozzina di volte». Non finisce qui, perché il giornalista indiano mette per iscritto una situazione sotto gli occhi di tutti ma che le autorità indiane continuano a negare. E cioè che a determinare l’immobilismo della politica e delle Corti di Nuova Delhi sia soprattutto l’imminenza delle prossime elezioni politiche. Con il governo incapace di prendere qualsiasi decisione per il rischio di pagarne poi lo scotto in termini di impopolarità. E i poveri Latorre e Girone vittime di questa mancanza di coraggio. E di giustizia. Con le elezioni in arrivo, «ogni concessione sui marò verrebbe vista come una debolezza in politica estera», nota Guataman Bhaskaran dalle collonne del Free Malaysia Today , venando la conclusione con una nota di profondo pessimismo. Secondo il giornalista, infatti, il prossimo appuntamento elettorale fa sì che «il caso potrebbe non essere deciso così in fretta».
L’editorialista indiano: "La nostra giustizia è un clown"
Un sistema giudiziario alla stregua di un clown, gli atti di un governo pesantemente condizionati dalle imminenti elezioni politiche. E, in mezzo a questo marasma, il destino di due marò
