In Ucraina torna a salire la tensione, che assume il segno di una spaccatura sempre più evidente tra gli europeisti artefici della rivolta contro Yanucovich degli scorsi tre mesi, e la parte filorussa della popolazione. In questo caso quella della Crimea, repubblica autonoma nel territorio ucraino, dove i russi sono la maggioranza. Un gruppo di uomini armati e in divisa mimetica stamattina ha occupato la sede del Parlamento e del governo nella Capitale, Sinferopoli. Immediato è stato il dispiegamento delle forze di polizia. La bandiera della Russia sventola su entrambi gli edifici, dove all'alba sono state erette barricate di centinaia di russofoni. Nella capitale inoltre, mercoledì c'erano stati scontri con la minoranza etnica dei tartari filo-ucraina. Gli occupanti hanno esposto uno striscione con su scritto “Crimea è Russia”: si alza il vento della secessione. In tutta la penisola, che affaccia sul Mar Nero, si stanno formando in modo spontaneo unità di autodifesa tra la popolazione russofona che inizaino a muoversi verso Sinferopoli. Nella Capitale della Crimea rischia di nascere un nuovo “popolo del Maidan” in senso opposto. I jet da guerra russi lungo i confini occidentali intanto sono stati posti in allerta da combattimento. "I nostri aerei da guerra stanno effettuando pattugliamenti aerei continui nelle regioni di confine", si legge in un comunicato del ministero russo della Difesa. "Al momento hanno ricevuto un segnale di massima allerta". Mentre dal ministero degli esteri arriva l'avvertimento che la Russia continuerà a difendere i diritti dei suoi connazionali all'estero in modo "fermo e senza nessun compromesso", denunciando allo stesso tempo "violazioni dei diritti umani su vasta scala avvenuti in Ucraina". Tra questi, a destare la "preoccupazione" di Mosca, una serie di episodi definiti di "discriminazione, aggressione e vandalismo". In questo quadro, il parlamento ucraino ha ufficializzato la nomina di Oleksandr Turchinov a presidente. Turchinov ha fatto appello alle forze russe in Crimea affinché non lascino la base navale di Sebastopoli perchè qualsiasi movimento sarà considerato un'aggressione. Preoccupazione arriva dalla Nato. “Sono preoccupato per gli sviluppi in Crimea. Chiedo alla Russia di non fare nulla che possa provocare un'escalation della tensione o creare incomprensioni”, ha scritto in un tweet il segretario generale della Nato Rasmussen. A Bruxelles è in corso il summit Nato dei ministri della Difesa. Il primo ministro del governo locale della Crimea, Anatoly Mogilyev, ha cercato di negoziare con gli uomini armati che hanno occupato la sede del Parlamento a Sinferopoli. Gli uomini hanno risposto di “non essere autorizzati a negoziare o presentare richieste”.
Ucraina, i filo-russi occupano il Parlamento in Crimea
Tensione alle stelle. Kiev avverte Mosca: muovere le truppe russe in Crimea fuori della base navale di Sebastopoli equivarrebbe a "un atto di aggressione"
