Esteri

Ucraina, l'accordo c'è: elezioni anticipate e governo di unità nazionale

Ad annunciarlo il presidente Viktor Yanukovich. Tra i punti dell'intesa anche una riforma costituzionale che riduca i poteri del Capo dello Stato. Ma in piazza si spara ancora

Elezioni presidenziali anticipate, una riforma costituzionale che riduca i poteri del Capo dello Stato e la formazione di un governo di unità nazionale. Sono questi i punti chiave dell'accordo tra il presidente ucraino Viktor Yanukovich e le opposizioni. Accordo che dovrebbe finalmente porre fine alla guerra civile che da giorni si combatte per le strade di Kiev.  Era stato lo stesso Yanukovich ad annunciare in mattinata che la notte di negoziati con i mediatori di Ue e Russia aveva prodotto un'intesa. Ma subito era arrivata la "frenata" europea con il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius che, intervistato dall'emittente Europe 1, aveva spiegato: "Non si potrà dire nulla di definitivo prima della fine della mattinata. L'opposizione, in particolare, vuole consultare un certo numero dei propri esponenti". Vladmir Lukin, inviato a Kiev di Putin per mediare i colloqui tra il governo e l'opposizione, si è rifiutato di firmare il documento. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeir ha avviato colloqui con con i rappresentanti dell'opposizione ed i leader della protesta per cercare di sciogliere i nodi. E alla fine l'intesa è arrivata: Il leader dell'opposizione, l'ex pugile Vitali Klitschko, ha dichiarato al giornale tedesco Bild che l'opposizione ucraina firmerà l'accordo con  Yanukovich, anche se sono necessari ulteriori negoziati. La tensione resta alta però, in piazza si è sparato ancora mentre adesso si traccia il bilancio della guerra civile nel centro di Kiev. Secondo fonti dell'opposizione e mediche, i morti sarebbero almeno un centinaio e diverse centinaia di feriti. Il ministero della Sanità ucraino ha fornito un bilancio ufficiale di almeno 77 morti da martedì. Il ministero dell'Interno si difende dicendo che "la polizia ha usato armi da fuoco rispettando la legge, perché gli agenti vi hanno fatto ricorso per difesa". Il ministro  Vitaliy Zakharchenko ha detto che le forze dell'ordine stanno rispettando la tregua "ma questa mattina sono state bersaglio di spari esplosi dall'edificio del conservatorio e poi dalla folla". Il vice capo di Stato maggiore ucraino, il generale Yuriy Dumanskyy, ha però annunciato le proprie dimissioni. Ha spiegato che "l'esercito viene trascinato in un conflitto civile. La mia personale posizione come ufficiale e cittadino è che questo può comportare numerose perdite tra i civili ed il personale militare. Per questo - ha detto - ho deciso di rassegnare le mie dimissioni in modo da evitare ulteriori escalation e spargimenti di sangue da entrambe le parti". E intanto alcune decine di agenti di polizia sono arrivati a Kiev da Leopoli, città nell'ovest filo-europeo del Paese, per proteggere i manifestanti di piazza Indipendenza.Tutti segnali che le forze dell'ordine non seguono più una strada univoca, sono spaccate. Sulla crisi ucraina è tornato oggi il pensiero del Papa,che si auspica che cessi prontamente ogni azione violenta e si ristabiliscano la concordia e la pace. Francesco, iniziando la seconda giornata di lavori del Concistoro straordinario sulla famiglia nell'Aula nuova del Sinodo, ha rivolto "un saluto, penso a nome di tutti, ai cardinali ucraini Lubomir Husar e Marian Jaworski che in questi giorni soffrono tanto e hanno tante difficoltà nella loro patria. Sarebbe bello - ha sottolineato il Papa - far arrivare loro il nostro pensiero". È "un grande compromesso", ma l'accordo che le parti in Ucraina dovrebbero siglare a ore grazie alla mediazione dell'Unione Europea può essere il primo passo per risolvere la crisi e scongiurare la frammentazione del paese e l'uccisione di altre persone. Così ha commentato l'ultimo risvolto della crisi politica Evghenia Tymoshenko, figlia e portavoce dell'ex premier e leader del partito di opposizione "Patria" Yulia, che sconta una condanna a sette anni di carcere a Karkhiv e che incontrerà lunedi. "L'Ue dovrà comunque monitorare, da Kiev, l'attuazione dell'accordo costantemente, su base quotidiana",  ha detto Evghenia da Roma, dove è stata invitata dal vice presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella. Il presidente "Viktor Yanukovich, che è arrivato a uccidere la sua gente, potrebbe non rispettare l'accordo e se lui violerà anche solo uno dei suoi punti la gente riprenderà le proteste e ci saranno altre violenze", "Il sostegno dell'Unione Europea, il suo intervento con una voce sola, è esattamente quello che chiedevano gli ucraini", ha aggiunto, sottolineando tuttavia che le misure restrittive varate ieri dai ministri degli Esteri dei 28 "non sono sufficienti per fermare la violenza del regime", e che "sono necessarie sanzioni contro i responsabili delle violenze e contro i politici che le hanno incoraggiate e sanzioni finanziarie contro chi sostiene il regime, contro la 'famiglià di Yanukovich, le persone che hanno usato e abusato del sistema per arricchirsi e ha riciclato i suoi capitali in Europa".

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