L’Unione Europea ha deciso di varare delle sanzioni contro i responsabili delle violenze a Kiev. "La prima responsabilità per l'attuale situazione, e quella di fare il primo passo per consentire il dialogo, ricade direttalemte sul presidente Yanukovich e sulle autorità ucraine". E' quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio Ue dei ministri degli Esteri che oggi ha deciso di "introdurre sanzioni mirate" che colpiranno "i responsabli delle violazioni dei diritti umani, della violenza e dell'uso eccessivo della forza". E' urgente, secondo i 28, che il governo ucraino rispetti i suoi obblighi nell'ambito delle organizzazioni internazionali dei diritti umani di cui l'Ucraina fa parte. "Ogni ulteriore escalation, compresa l'introduzione di uno stato di emergenza, o l'uso delle forze armate contro i manifestanti deve essere evitata". L'Ue fa appello da un lato al governo perché "eserciti la massima moderazione" dall'altro ai leader dell'opposizione perché "prendano le distanze da coloro che ricorrono all'azione radicale e alla violenza". Inoltre, tutte le parti sono invitate, "senza ulteriori rinvii", a impegnarsi "in un dialogo significativo per soddisfare le legittime aspirazioni democratiche del popolo ucraino". L'Unione europea "continua a ritenere che qualsiasi soluzione duratura alla crisi politica deve includere le riforme costituzionali, la formazione di un nuovo governo inclusivo e la creazione delle condizioni per elezioni democratiche". La polizia ucraina ha ammesso di aver utilizzato armi da fuoco contro i manifestanti a Kiev per "legittima difesa". Almeno 100 persone sono morte e 500 sono rimaste ferite da questa mattina negli scontri. La Crimea è pronta a lasciare l' Ucraina se il paese dovesse frantumarsi. «Tutto fa pensare che si vada in questa direzione», ha dichiarato il presidente della Rada della penisola, Vladimir Kostantinov, riproponendo così di fatto uno scenario di indipendenza in stile «Ossezia del sud» per la regione. La Crimea, dono di Krushev a Kiev nel 1954, dopo 171 anni di dominio di Mosca, è la tradizionale roccaforte della popolazione russa dell' Ucraina (l'unica regione in cui gli ucraini russi sono la maggioranza, il 60 per cento dei circa due milioni di abitanti) oltre che base della Flotta del Mar Nero russa a Sebastopoli, con accordi di affitto rinnovati per 25 anni subito dopo il ritorno di Viktor Yanukovich al potere nel 2010. Dall'inizio delle proteste sulla Piazza Maidan lo scorso novembre, il Congresso delle comunità russe e il Fronte russo attivi, come una ventina di altre organizzazioni vicine a Mosca anche più radicali, nella regione hanno convocato una manifestazione dietro l'altra in sostegno della vicinanza dell' Ucraina alla Russia in cui venivano bruciate le bandiere dell'Unione europea e denunciate le interferenze di Nato e Stati Uniti nelle questioni interne del paese. Il consolato russo a Simferopoli, rende noto Radio Europa libera, ha concesso un'ondata di passaporti russi a cittadini ucraini della Crimea di etnia russa, esattamente come aveva fatto prima del 2008 in Ossezia del Sud, dove l'intervento militare di Mosca ad agosto era stato giustificato proprio con la necessità di proteggere i cittadini russi residenti nella regione. Proprio la scorsa settimana, l'ideologo del Crenlino a cui lo scorso settembre è stato affidato l'incarico di consigliere di Vladimir Putin per i rapporti con Abkhazia e Ossezia del sud, Vladislav Surkov, è stato senza troppo clamore in Crimea, dove ha incontrato il premier della regione Anatoly Mogilev, il governatore di Sebastopoli Vladimir Yatsuboi, e Kostantinov. Quest'ultimo nei giorni scorsi era atteso a Mosca per consultazioni con il presidente della Duma russa, Sergei Narishkin. «Appare come un ricatto» l'ipotesi di introdurre sanzioni contro gli esponenti del governo ucraino coinvolti nella repressione delle proteste in discussione a Bruxelles e a Washington. Lo ha affermato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, a Baghdad per discutere di questioni regionali con esponenti del governo iracheno, puntando il dito contro Unione europea e Stati Uniti di attribuire solo al governo le violenze a Kiev, e non alle azioni degli «estremisti».Intanto, gli atleti ucraini impegnati nelle gare olimpiche resteranno fermi. Chi ha già gareggiato torna a casa, gli altri non scenderanno in pista. Lo fa sapere il Comitato Olimpico ucraino. Merkel. Angela Merkel ha telefonato a Viktor Yanukovich esortandolo a mettere fine alle violenze in Ucraina ed ad accettare l'offerta di mediazione della Ue. Lo ha reso noto il portavoce del cancelliere tedesco. «Merkel ha condannato la recente escalation della violenza, tutte le parti devono interrompere immediatamente le violenze e rispettare la tregua. La responsabilità principale per questo è della presidenza del Paese», ha detto Steffen Seibert. «Solo colloqui con risultati rapidi e concreti per la formazione del governo e la riforma della Costituzione offrono la possibilità di arrivare ad una soluzione duratura del conflitto», ha indicato ancora il portavoce, spiegando che Merkel ha «raccomandato al presidente ucraino di accettare urgentemente l'offerta» che arriva dalla Ue, dalla Germania ed altri membri di una mediazione tra governo ed opposizione. «Più il tempo passa, più si infiamma il conflitto», ha concluso Seibert. Scontri. Non regge la tregua tentata da Yanucovych per smorzare la tensione. Sono ripresi nel centro di Kiev gli scontri tra i dimostranti pro-Ue e la polizia. Il presidente ucraino, dopo l'incontro con i leader dell'opposizione, sembrava avere trovato un punto di accordo per una pausa delle violenze che negli scorsi giorni hanno insanguinato l'Ucraina, raggiungendo il picco di tensione dopo tre mesi di protesta. Il bilancio delle vittime ufficiale, dopo una settimana, è di 28 morti e 287 feriti. Tra i feriti ricoverati ci sono 88 poliziotti, sei giornalisti e quattro stranieri. Ma secondo i medici dei presidi dei manifestanti, i feriti sarebbero molti di più. A questi se sono aggiunti almeno 5 questa mattina. Il fumo si alza dalle barricate in fiamme che circondano l'accampamento di protesta nel centro della capitale, mentre in piazza Indipendenza migliaia di manifestanti restano a presidiare l'area e lanciano bombe Molotov e pietre contro la polizia, che risponde con granate stordenti. Un reporter di Associated Press ha visto diversi cadaveri di dimostranti ai margini dell'accampamento di protesta. Mentre scoppia il panico per un cecchino che secondo la polizia ha ferito più di 20 ufficiali, colpiti da colpi provenienti dal Conservatorio musicale all'angolo di piazza Indipendenza. Il parlamento ucraino ha sospeso le sessioni in programma per oggi e domani. I nuovi scontri sembrano indicare che gli elementi radicali non intendano osservare la tregua e non si siano ammorbiditi con la prospettiva dei negoziati. I palazzi del potere sono sotto assedio. Anche L'edificio del governo è stato evacuato,mentre spari e deflagrazioni avvengono vicino al palazzo presidenziale. E i ministri degli Esteri francese, tedesco e polacco, giunti a Kiev per incontrare il presidente Yanukovych, hanno dovuto rinunciare al colloquio per "ragioni di sicurezza". Su Kiev si fa forte la pressione della comunità internazionale. I tre ministri sono poi attesi a Bruxxelles per una riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione europea appositamente convocata as per valutare l'imposizione di sanzioni all'Ucraina. Anche gli Usa stanno pensando alle sanzioni e, mentre il presidente Barack Obama ha condannato le violenze, il dipartimento di Stato ha fatto sapere che blocchi ai visti sono già stati imposti ad alcuni membri del governo di Kiev. Diverse centinaia di persone armate hanno costretto la polizia ad arretrare di 200 metri e hanno preso il controllo di piazza Indipendenza, teatro di manifestazioni e scontri dall'1 dicembre scorso. Almeno 50 agenti sono stati catturati dai manifestanti. Dieci cadaveri si trovano appena fuori dall'hotel Kozatsky, a un punto della piazza, e altri 7 dentro l'Hotel Ucraina dall'altro capo dell'area. Tra gli agenti il ministero dell'Interno ha contato almeno un morto. Secondo Christopher Miller, del Kiev Post, i morti sono 35. "Le campane del monastero di San Michele suonano", scrive Miller, "vi sono cadaveri dappertutto, dentro e fuori la piazza. La battaglia è in corso". Intanto alcuni atleti ucraini hanno deciso di lasciare Sochi, la cittadina russa in cui si disputano i Giochi invernali, per rientrare nel proprio Paese sconvolto dalle proteste (leggi la notizia qui).
Guerriglia in piazza a Kiev, 100 morti in un giorno
Dura poco la tregua chiesta da Yanukovych. I manifestanti tornano in strada. Evacuato il palazzo del governo. Sospeso il colloquio con gli inviati Ue. Catturati 50 agenti
