Torna ad alzarsi la tensione a Kiev. L'opposizione ripreso la protesta. Ed è stato il giorno più duro per Kiev: 25 i morti provocati dagli scontri di piazza tra le forze di sicurezza e i manifestanti filo-europeisti. I feriti ammontano a 241, compresi 79 poliziotti e cinque giornalisti. Tra le vittime anche Vyacheslav Veremyi, corrispondente da Kiev per il quotidiano in lingua russa 'Vesti', vicino al governo. Gli scontri nella capitale sono iniziati dopo che i manifestanti hanno oltrepassato le linee di protezione al palazzo del Parlamento. In tantissimi, circa 20mila, hanno iniziato a marciare verso la Verchovna Rada per chiedere riforme costituzionali volte a frenare i poteri del presidente Viktor Yanukovich. Alla protesta hanno partecipato anche legislatori dei tre partiti di opposizione filo-occidentali e Oleh Tyanihbok, leader del partito nazionalista Svoboda. Dal corteo sono partiti sassi e bombe molotov contro la sede del partito di Yanukovych. La folla ha poi occupato il municipio di Kiev, dal quale era uscita domenica scorsa per lanciare un segnale di distensione al governo. La mossa di tre giorni fa era arrivata dopo il rilascio di 234 oppositori arrestati nelle scorse settimane. Ma la recrudescenza delle violenze ha allontanato di nuovo le parti, nonostante da Parigi, Washington, dalla Nato e dall'Ue siano giunte pressioni e moniti per porre fine all'escalation di violenze. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha detto di essere seriamente preoccupato per il ritorno della violenza in Ucraina e per le notizie di morti a Kiev: "Chiedo a tutte le parti di astenersi dalle violenze e di riprendere urgentemente il dialogo, anche attraverso il processo parlamentare”. Le violenze in Ucraina sono "inaccettabili" ed è una "importantissima priorità evitare ulteriori instabilità e spargimento di sangue", ha detto il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, parlando attraverso il suo portavoce, Martin Nesirky. Ban ha invitato alla "immediata ripresa di un dialogo autentico che porti a rapidi risultati". Nello stesso senso il commento dell'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea Catherine Ashton: “Sono molto preoccupata per la nuova grave escalation a Kiev e sulle notizie di vittime negli scontri. Condanno l'uso della violenza in tutte le sue forme. Le decisioni politiche vanno prese in Parlamento e l'Ucraina deve tornare urgentemente al processo parlamentare. La soluzione dovrebbe includere la formazione di un governo inclusivo, riforme costituzionali e la preparazione di elezioni presidenziali trasparenti”. L'Unione europea ha indetto per domani un meeting straordinario dei ministri degli Esteri per discutere delle violenze in Ucraina. Tra le reazioni che l'Ue potrebbe decidere di adottare ci sono le sanzioni, come il congelamento di beni e il divieto di viaggi per i leader ucraini. La Ashton ha comunicato che "saranno esplorate tutte le possibili opzioni, comprese misure restrittive nei confronti di coloro che sono responsabili della repressione e delle violazioni dei diritti umani". Mentre il presidente della Commissione europea Barroso ha detto : "Ci aspettiamo che gli Stati membri della Ue sostengano di applicare sanzioni mirate contro i responsabili delle violenze e dell'uso eccessivo della forza". Le prime voci di adesione arrivano già dalla Francia e dalla Germania. Anche Papa Francesco, che già era intervenuto sul tema durante un Angelus, ha lanciato il suo appello per l'Ucraina, invitando "tutte le parti a cessare ogni azione violenta e a cercare la concordia e la pace del Paese". "Con l'animo preoccupato - ha detto in Udienza Generale - seguo quanto in questi giorni sta accadendo a Kiev". "Assicuro - ha scandito - la mia vicinanza al popolo ucraino e prego per le vittime delle violenze, per i loro familiari e per i feriti". Ma l'opposizione non sembra voler fare passi indietro. Per gettare acqua sul fuoco, il presidente ucraino, Viktor Yanukovich, ha avuto un incontro con i leader dell'opposizione, che però si è risolto in un nulla di fatto. Vitali Klitschko, si è recato negli uffici presidenziali poco prima della mezzanotte, ora locale, nella speranza di trovare una soluzione alla crisi. Ma al termine dell'incontro Klitschko è ritornato in piazza Indipendenza, dove ha dichiarato di aver chiesto a Yanukovych di fermare l'azione della polizia per lo sgombero della piazza e di prevenire ulteriori morti, aggiungendo però che l'unica proposta del presidente continuava a essere che i manifestanti tornassero a casa e fermassero le proteste. "Sono molto insoddisfatto perché non c'è stata discussione", ha detto Klitschko. "Non vogliono ascoltare". La risposta di Yanukovich non sii è fatta attendere. Ed è stata durissima. Il presidente ucraino ha accusato i leader delle forze di opposizione di aver "passato il segno quando hanno chiamato la gente alle armi". E' una "flagrante violazione della legge", ha detto, "e chi la viola deve andare davanti alla giustizia, che ne deciderà la punizione". Per il presidente, filo-russo, i capi della rivolta pro-Ue "hanno oltraggiato il principio della democrazia, in base al quale si va al potere attraverso elezioni, e non nelle strade". "Ho detto loro più di una volta che nuove elezioni erano imminenti", ha ricordato Yanukovich. "Se il popolo ha fiducia in voi, andrete al governo. Diversamente, no. In ogni caso si deve seguire una via legale, coerente con la Costituzione dell'Ucraina". Pertanto, avendo compiuto una scelta diversa, "ne risponderanno ai giudici". "Non si tratta di un mio capriccio", ha puntualizzato il presidente, "bensì del mio dovere in quanto garante della Costituzione", il dovere di "mantenere la pace nel Paese, garantire la tranquillità dei suoi cittadini e assicurare a tutti la giustizia". Yanukovich ha quindi esortato gli avversari politici a prendere le distanze dagli estremisti, liberando i luoghi pubblici occupati o assediati. "Oppure, se non desiderano farsi da parte, ammettano il proprio appoggio ai radicali", ha intimato, "cosa che però diventerebbe tutta un'altra storia". Yanikovych ha deciso di Il presidente proclamare con decreto per domani una "giornata di lutto nazionale" in relazione "alla perdita di vite umane provocata dai disordini di massa".
L'Ucraina sprofonda di nuovo nel caos, 25 morti negli scontri a Kiev
L'opposizione chiede limiti ai poteri di Yanukovich, che avverte: "Hanno passato il segno". E proclama il lutto nazionale. Possibili sanzioni dall'Ue. Appello del Papa per lo stop alle violenze
