Esteri

Chiesto formalmente l’arbitrato internazionale

Sul caso marò, l'Italia ha già fatto il primo passo per la richiesta del cosiddetto «arbitrato obbligatorio internazionale»: lo ha annunciato l’inviato speciale del governo, Staffan de Mistura.L'Ita...

Sul caso marò, l'Italia ha già fatto il primo passo per la richiesta del cosiddetto «arbitrato obbligatorio internazionale»: lo ha annunciato l’inviato speciale del governo, Staffan de Mistura. L'Italia, ha spiegato De Mistura, ha già consegnato all'India una Nota Verbale che è il primo passo formale richiesto dalla prassi per richiedere un arbitrato internazionale che metterebbe fine alla diatriba giudiziaria. «L’arbitrato internazionale - ha spiegato - è un'opzione reale e forte, ma le prossime mosse - ha tenuto a sottolineare - dovranno comunque essere decise dal futuro governo». L'iniziativa rientra in quel processo di internalizzazione del caso marò deciso dal governo Letta e che sarà perseguito anche dal prossimo. La Nota Verbale fatta recapitare dalla Farnesina al governo indiano è il primo tassello di un percorso che potrebbe portare le due parti (non necessariamente concordi) ad affidarsi a un «collegio di arbitri», presieduto da un arbitro internazionale (arbitri che giudicherebbe però non sul merito, ma sulla giurisdizione). Proprio il ricorso al Sua Act, la legge anti-terrorismo ventilata dal governo indiano, darebbe all’Italia una la carta vincente per percorre questa strada.

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