Non è in discussione solo il futuro di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma il concetto stesso di «missione di pace». A livello internazionale. Ieri il ministro degli Esteri Emma Bonino, forse un po’ tardivamente, nel corso di un’audizione sui marò davanti alle Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha tratto le logiche, gravissime, conclusioni per quello che sta accadendo ai nostri fucilieri di marina. «L’utilizzo della legge antiterrorismo» nel giudicare i due fucilieri italiani ancora detenuti in India «mette in discussione lo stesso impianto della lotta alla pirateria. Questo mette in discussione l’intera partecipazione all’intero sforzo anti-pirateria. È in discussione un’intera politica, avviata negli ultimi anni» dai ventotto Paesi dell’Unione. Con i quali, ha aggiunto la responsabile degli Esteri, è stata avviata una fattiva e non scontata collaborazione, come anche con l’Onu. «I nostri marò non sono né terroristi né pirati: svolgevano un incarico a nome del governo italiano», ha aggiunto Emma Bonino «per questo Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, ha parlato di conseguenze enormi». Infatti la responsabile per la Politica estera Ue a Bruxelles aveva affermato: «Quello che mi preoccupa di più è che la legge che viene utilizzata fa riferimento al reato di terrorismo, che ha implicazioni molto grandi per l’Italia e per i Paesi impegnati in operazioni antipirateria». Il ritorno da New Delhi del ministro della Difesa, Mario Mauro, e dell’inviato del governo per il caso marò, Staffan De Mistura, ha aggiunto la Bonino, «consentirà una valutazione collettiva del governo delle varie opzioni che sono sul tavolo». Le opzioni, ha spiegato ancora il ministro, sono «diplomatiche, politiche e una valutazione giuridica, per arrivare all’obiettivo, che non è cambiato, del ritorno in dignità dei marò». Il governo, ha aggiunto Emma Bonino, «assumerà decisioni in accordo con marò e con le loro famiglie».
Stop missioni antipirateria Si sveglia anche la Bonino
Il ministro: in discussione tutti gli interventi «Decideremo le azioni con le famiglie dei marò»