Esteri

«Rischiamo di perdere credibilità»

«Il Ministro Terzi ha rischiato di far perdere ogni valore agli impegni internazionali del nostro Paese» sulla vicenda dei marò. A dirlo è l’ex ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera,...

«Il Ministro Terzi ha rischiato di far perdere ogni valore agli impegni internazionali del nostro Paese» sulla vicenda dei marò. A dirlo è l’ex ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, dopo che l'ex titolare della Farnesina, Giulio Terzi di Santagata, ha definito un «vergognoso errore» di Monti e dello stesso Passera rimandare in India i due fucilieri italiani. «Dopo aver ottenuto dalle autorità indiane il rientro natalizio dei nostri fucilieri sulla base di un formale impegno al loro ritorno in India - dice Passera - l’allora Ministro degli Esteri cercò di impedire che rientrassero nelle scadenze concordate, venendo così clamorosamente meno alla parola data. Il disagio di molta parte del Governo fu enorme e io fui tra coloro che si dichiararono non disponibili ad avallare un comportamento tanto lesivo della dignità e del ruolo del nostro Paese». «Il Governo italiano - spiega ancora Passera - ottenne in quella occasione precise garanzie dal Governo indiano e la decisione di far rientrare i nostri fucilieri in India fu sottoscritta all'unanimità da tutti i Ministri coinvolti. Ho sempre ammirato lo spirito di abnegazione e disciplina di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ai quali, ancora una volta va la mia vicinanza e il plauso per la dignità con cui stanno affrontando questa dolorosa situazione che confido venga risolta al più presto». «Il dott. Passera, afflitto evidentemente da una crisi di memoria selettiva, dovrebbe rivedersi le carte scritte, prima di fare illazioni», ha controribattuto nella tarda serata di ieri Giulio Terzi. «Gli unici che hanno rischiato di far perdere ogni valore agli impegni del nostro Paese - ha aggiunto - sono coloro che hanno cambiato le carte in tavola, rimandando i marò in India e dando origine a questa impasse che danneggia gli interessi nazionali italiani e la sicurezza delle nostre Forze armate nel mondo».

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