Dopo il "ministro degli Esteri" della Ue anche il ministro della Difesa italiano alza la voce. E avverte l'India e gli organismi internazionali. "La partecipazione italiana alle future missioni antipirateria della Nato e dell'Ue - spiega Mario Mauro davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato - è legata intrinsecamente alla positiva risoluzione della vicenda dei nostri due fucilieri di Marina, che dovrà concludersi necessariamente con il loro rientro a casa con onore". Il Capo dello Stato. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incontrando gli europarlamentari italiani prima di lasciare Strasburgo, ha parlato dei "fratelli italiani" detenuti in India: "La mia posizione è internazionalmente nota. Non perdo occasione per prendere io l'iniziativa, con i partner europei e non, e sollecitare il loro caso. L'approccio deve essere di interesse comune europeo. Non erano in India né a pescare, né a dare la caccia ai pescatori indiani, erano impegnati in un'operazione internazionale contro la pirateria". Il presidente della Camera. Sulla stessa lunghezza d'onda di Napolitano il numero uno di Montecitorio Laura Boldrini che ha inviato una lettera al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz: "Desidero rappresentarti le preoccupazioni dell'Assemblea che presiedo e dell'Italia intera in merito alla vicenda che vede coinvolti due fucilieri di Marina italiani attualmente trattenuti in India. Le recenti dichiarazioni del presidente José Manuel Barroso e dell'Alto Rappresentante Catherine Ashton, tese a sottolineare il sostegno dell'Unione europea all'Italia su tale questione, ci ricordano che la vicenda dei fucilieri italiani riguarda l'intera Unione e non solo l'Italia. Convinzione che, ne sono certa, condividi anche tu".
Mauro: "Niente missioni antipirateria se i marò non tornano a casa"
Il presidente Napolitano: "L'approccio alla vicenda deve essere di interesse comune europeo". E Boldrini scrive una lettera a Schulz
