Ieri mattina il presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama, Nicola Latorre, ha incontrato in forma privata, al circolo Ufficiali di Brindisi, i familiari dei due fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. L’incontro alla vigilia della partenza, questa sera, della delegazione di politici italiani verso New Delhi. Le famiglie dei marò stanno comprensibilmente attraversando un lungo calvario. «Ho ritenuto doveroso incontrarli prima di partire per la missione parlamentare in India - ha spiegato Latorre - per testimoniare la nostra solidarietà e vicinanza ma, soprattutto per discutere con loro di eventuali comunicazioni da condividere con i marò. Volevo altresì informarli sulla natura della missione che si concluderà nella giornata di martedì. Durante l’incontro, che è stato molto cordiale - ha concluso Latorre - ho raccolto le loro sollecitazioni e mi sono impegnato a incontrarli al termine della missione». In questo lungo periodo di incertezza i parenti di Latorre e Girone guardano con speranza a tutte le iniziative. Ieri, dopo la manifestazione di Fratelli d’Italia a Milano, durante la quale La Russa ha gridato «Vergogna!» a quelli che hanno partecipato al party al consolato indiano, uno strettissimo familiare dei marò ha inviato due messaggi di ringraziamento al leader di FdI. Si moltiplicano intanto le manifestazioni di solidarietà, ispirate anche all’iniziativa del Il Tempo che, ormai da giorni, espone lo striscione «Riportiamo a casa i marò» sulla facciata della storica sede di Palazzo Wedekind a Roma. Il sindaco di San Giovanni Incarico, in provincia di Frosinone, ha annunciato di aver convocato per domani un consiglio comunale aperto «per deliberare un appello deciso e forte per il ritorno dei nostri Marò a casa. Appello che rivolgiamo, nel nostro piccolo, al Governo indiano, ma anche e soprattutto agli 8.092 Comuni italiani, affinché anch’essi riuniscano i Consigli comunali e adottino una Deliberazione analoga». E ancora: «Esporremo anche sulla facciata del Palazzo municipale di San Giovanni Incarico uno striscione con la scritta "Riportiamo a casa i Marò" e lo toglieremo solo quando i nostri connazionali torneranno, come speriamo, a riabbracciare le loro famiglie. Speriamo che identici striscioni possano essere esposti e visibili al mondo intero su tutti gli 8.000 Comuni italiani, affinché il mondo sappia quali gravi ingiustizie si stanno compiendo in danno di due italiani ed in spregio alle più elementari norme del diritto». Il sindaco aggiunge realisticamente che l’azione «non sarebbe probabilmente risolutiva», ma 8.000 municipi che fanno sentire la loro voce certamente hanno un peso.
Parte la missione dei parlamentari, ieri l’incontro con le famiglie
Ieri mattina il presidente della Commissione Difesa di Palazzo Madama, Nicola Latorre, ha incontrato in forma privata, al circolo Ufficiali di Brindisi, i familiari dei due fucilieri Massimiliano...
