Esteri

Il biglietto ceceno per Sochi è una bomba a orologeria

Terroristi pronti a colpire indirizzano un video a Putin. Il presidente non vuole l'aiuto degli Usa, ma l'orgolgio russo rischia di provocare una strage

I giochi Olimpici, la loro storia intrisa di sangue e politica, di boicottaggi, di repressioni, di bandiere spezzate, di sogni infranti sono da sempre veicolo di disordine ad alta tensione. L'estremismo islamico non fa dormire sonni tranquilli alle delegazioni che fra tre settimane atterreranno a Sochi per disputare le gare invernali previste dalla manifestazione. Lo spettro degli attentati del passato (Monaco '72 certo, ma anche Atlanta '96 che seppellì la boria del sindaco Bill Campbell) aleggiano sul Congresso americano che non si fida delle rassicurazioni fornite da Mosca sulla sicurezza. Mike Rogers, congressman repubbblicano, presidente della commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti dichiara: "Non ci dicono tutto sulle minacce, su chi sono le persone di cui ci dobbiamo preoccupare, sulle attività dei gruppi terroristici. Non ci sembra di ricevere tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per proteggere i nostri atleti". A condividere le preoccupazioni di Rogers è il suo collega di partito Michael McCaul, presidente della Commissione per la sicurezza del territorio nazionale sempre alla camera bassa. McCaul si trova attualmente a Mosca. Ieri il presidente Vladimir Putin, parlando con la stampa straniera, ha assicurato che la Russia garantirà a qualunque costo la sicurezza degli atleti e degli ospiti. Lo "zar" non può permettersi passi falsi, i Giochi sono una passerella importante in cui va mostrata al mondo tutta l'efficenza possibile. Putin ostenta fermezza, ma non è certo se i 37.000 uomini inviati per garantire la protezione nell'area di Sochi basteranno a scoraggiare attacchi. Il territorio nazionale è ampio e i terroristi potrebbero colpire ovunque. Lo sanno gli Stati Uniti. "La cooperazione con Mosca, potrebbe essere di gran lunga migliore", afferma McCaul. Il legislatore americano non è convinto della messa a punto dei piani di evacuazione e di risposta alle emergenze da attuare nel caso si verificasse qualcosa. Nei prossimi giorni ha in programma una serie di incontri con l'apparato di controllo e comando delle operazioni a Sochi per verificare l'organizzazione. "Abbiamo 15mila americani che si recheranno lungo le sponde del Mar nero per i Giochi Olimpici. E voglio fare ogni cosa che posso per assicurare che si tratti di un'Olimpiade sicura e di successo". A destare qualche preoccupazione sul rapporto di collaborazione con la Russia è anche Michael Morell, ex vicedirettore della CIA, secondo il quale vi è una tradizione di cooperazione tra paesi ospiti delle Olimpiadi e la comunità di intelligence americana, ma questa edizione è diversa. I rapporti stridono, c'è diffidenza. O magari puro orgoglio nazionale. "Credo che fondamentalmente non vogliano ammettere che non hanno un controllo completo e che potrebbero aver bisogno di un qualche aiuto". Eppure i segnali di pericolo ci sono tutti. Nelle ultime ore è stato pubblicato un video indirizzato a Putin in cui alcuni jihadisti del Caucaso del nord ammettono di essere i reponsabili dell'attacco a Volgograd di fine dicembre. Si tratta di due attentati che causarono 34 morti. Nel filmato, due terroristi si rivolgono direttamente al presidente russo, minacciandolo di un "regalo per tutti i turisti che andranno ai Giochi, in nome dell'innocente sangue musulmano versato nel mondo". Qui di seguito c'è il link a YouTube: una cartolina del terrorismo islamico, inviata dalla Russia con orrore.

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