Dopo il rinvio della presentazione dei capi di accusa per i due marò da parte del governo indiano, l’Italia ha deciso di presentare un ricorso alla Corte Suprema. L'iniziativa punta a scongiurare l’uso di una legge antiterrorismo. Il ricorso si propone di sollecitare una presa di posizione della massima corte per ricordare agli investigatori e al governo indiani che la legge che New Delhi utilizza per reprimere la pirateria marittima non è fra gli strumenti specificate dallo stesso massimo tribunale nelle sue sentenze del 18 giugno e 26 aprile 2013 per condurre l’inchiesta e processare i due Fucilieri di Marina italiani. Una eventuale introduzione di questa legge cambierebbe radicalmente lo scenario del processo, perché si tratta di uno strumento antiterrorismo, inapplicabile a personale militare italiano imbarcato in funzioni di lotta alla pirateria. La legge antiterrorismo capovolge l’onere della prova sull’imputato, si estende in acque internazionali e, soprattutto, prevede una richiesta automatica di pena capitale. Intanto, in Europa 58 eurodeputati italiani inviano un appello al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e all'alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Catherine Ashton. Tra i firmatari si contano i capi delegazione Raffaele Baldassarre (Ppe/Fi), Giovanni La Via (Ppe/Ncd), David Maria Sassoli (Sd/Pd), Niccolò Rinaldi (Alde/Idv), Giuseppe Gargani (Ppe/Popolari per l'Europa), Lorenzo Fontana (Efd/Ln), Cristiana Muscardini (Ecr/Csr) e Carlo Fidanza (Ppe/Fdi). Lo rende noto il vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, prima firmataria della lettera insieme al vicepresidente Gianni Pittella (Sd/Pd). "Queste sono ore decisive per scongiurare in qualsiasi modo l'ipotesi di una richiesta di pena di morte per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. È oltremodo irrispettoso verso i due militari, oltre che nei confronti dell'Europa tutta, il fatto che, dopo 695 giorni, ancora oggi, secondo quanto riportato da un'agenzia stampa indiana, il ministero dell'Interno indiano abbia fatto intendere di aver bisogno di qualche ulteriore giorno per stabilire i capi di imputazione. È arrivato il momento di mettere la parola fine a questa vicenda tanto drammatica quanto imbarazzante: l'Europa si faccia rispettare", conclude Angelilli. Oltre ai vicepresidenti e ai capi delegazione, hanno già sottoscritto l'appello i seguenti eurodeputati: Magdi Cristiano Allam, Antonello Antinoro, Alfredo Antoniozzi, Paolo Bartolozzi, Sergio Berlato, Fabrizio Bertot, Mara Bizzotto, Franco Bonanini, Vito Bonsignore, Mario Borghezio, Rita Borsellino, Antonio Cancian, Salvatore Caronna, Carlo Casini, Lara Comi, Silvia Costa, Francesco De Angelis, Paolo De Castro, Susy De Martini, Luigi Ciriaco De Mita, Leonardo Domenici, Franco Frigo, Elisabetta Gardini, Salvatore Iacolino, Vincenzo Iovine, Clemente Mastella, Barbara Matera, Erminia Mazzoni, Cludio Morganti, Alfredo Pallone, Pier Antonio Panzeri, Aldo Patriciello, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, Licia Ronzulli, Oreste Rossi, Potito Salatto, Matteo Salvini, Amalia Sartori, Giancarlo Scottà, Marco Scurria, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Salvatore Tatarella, Patrizia Toia, Gino Trematerra, Giommaria Uggias, Iva Zanicchi, Andrea Zanoni. Da Bruxelles al Parlamento italiano dove i presidenti delle commissioni Affari Esteri e Difesa hanno accolto la richiesta di Fratelli d'Italia e hanno dato il via libera all'istituzione di una delegazione parlamentare che possa recarsi in India per verificare l'effettiva situazione dei due marò. Ad annunciarlo l'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Si tratta ora, vista l'urgenza che la situazione impone, di affrettare i tempi sia per la formazione della delegazione che per la sua effettiva partenza per Nuova Delhi".
Marò, l'Italia fa ricorso alla Corte suprema di New Delhi
Cinquantotto eurodeputati italiani inviano un appello al presidente Barroso e all'alto rappresentante Catherine Ashton
