Esteri

L'opposizione invade Bangkok, in migliaia scendono in strada per cacciare Shinawatra

A due mesi dall'inizio delle proteste contro la premier, la manifestazione di piazza per abbattere il governo prima delle elezioni anticipate del 2 febbraio

Hanno scelto il monumento della Democrazia come punto d'arrivo nel centro della capitale. Meta urbana della marcia dei manifestanti antigovernativi che hanno invaso oggi il centro di Bangkok contro la premier Yingluck Shinawatra. In decine di migliaia sono scesi in strada guidati dal leader del Comitato Popolare per la Riforma Democratica (Pdrc), l'ex deputato dell'opposizione Suthep Thaugsauban, che ha dichiarato: «Questo è il nostro golpe, il golpe del popolo. Non abbiamo bisogno dei militari, ma ci rivolgiamo a tutti i funzionari dell'amministrazione, compresi i militari e i poliziotti, perché si giungano a noi». Un rivolta dal basso, che ha paralizzato la città e le istituzioni in vista delle prossime elezioni, fissate il 2 febbraio. I principali incroci della capitale thailandese sono stati occupati, i manifestanti hanno bloccato il traffico in molti punti del distretto dei commerci, creando barriere con sacchi di sabbia, parcheggiando veicoli o dando il via a sit-in: indossano le magliette con scritto il nome della protesta, sventolano le bandiere nazionali e fanno chiasso con fischietti. Molte scuole sono state chiuse, così come diversi centri commerciali, mentre molti abitanti sembrano essere rimasti a casa. Le forze dell'ordine hanno finora reagito con cautela e non si sono verificati momenti di eccessiva tensione. La polizia e l'esercito hanno lasciato fare. In 18.000 presidiano i punti chiave ma senza intervenire per frenare gli oppositori. E la premier Yingluck Shinawatra ha deciso di assumere l'interim fino alle consultazioni elettorali, vero nodo della contesa. L'opposizione vuole impedire il voto, sostenendo che prima sono necessarie ampie riforme, perché alle urne esca un risultato non condizionato dal «regime di Thaksin». La Shinawatra è accusata dai manifestanti di essere manovrata dal fratello, l'ex premier Thaksin Shinawatra, appunto, fuggito all'estero per evitare una condanna a due anni di carcere per abuso di potere e corruzione. La protesta nel Paese, che va avanti da mesi, chiede che l'amministrazione Shinawatra sia sostituita da un "consiglio del popolo" non eletto, il quale secondo l'opposizione dovrà applicare le riforme necessarie a mettere fine alla corruzione. Nelle manifestazioni che infiammano il Paese da settimane, finora sono morte almeno otto persone. Suthep Thaugsuban ha ripetuto che non ci saranno negoziati per mettere fine alla crisi. «In questa lotta, la sconfitta è sconfitta, la vittoria è vittoria. Non c'è pareggio. Le masse si sono svegliate. Sono consapevoli che siamo i proprietari della Thailandia».

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