Alla fine Recep Tayyip Erdogan ha optato per un corposo rimpasto di governo. Dopo le dimissioni dei ministri dell'Interno, dell'Economia e dell'Ambiente i cui figli sono finiti coinvolti nella "tangentopoli" che ha portato all'arresto di oltre 50 persone, il primo ministro ha deciso di rimpiazzare anche i titolari di dicasteri di peso come quello della Giustizia, dei Trasporti, della Famiglia e degli Affari europei. Un tentativo per cercare di uscire dall'angolo visto che fra tre mesi il Paese sarà chiamato alle urne per le elezioni amministrative. Proprio questa importante scadenza elettorale ha spinto Erdogan a parlare di un attacco mirato, eterodiretto da chi vuole bloccare l'ascesa della Turchia (nel mirino soprattutto gli Usa). Forte di questa posizione, nei giorni scorsi, aveva avviato un'operazione di "pulizia" che aveva portato alla sostituzione di decine di dirigenti della pubblica sicurezza, compreso il capo della polizia di Instabul. Un'operazione che, secondo gli oppositori, mirava ad insabbiare l'inchiesta che ha colpito il suo governo. Nel frattempo proprio a Istanbul migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l'esecutivo e chiedere al premier di lasciare. La polizia ha usato gas lacrimogeni. E c'è chi ripensa ai giorni delle proteste in difesa di Gezi Park.
Erdogan cambia 10 ministri. Sale la tensione in Turchia
Rimpasto di governo dopo lo scandalo corruzione. A Istanbul manifestazioni per chiedere le dimissioni immediate del premier
