Vladimir Putin mette fine alla guerra decennale con Mikhail Khodorkovski. Finisce con un provvedimento di grazia a firma del presidente russo la prigionia del magnate del petrolio, suo acerrimo rivale, incarcerato nel 2003 dopo un processo dai tratti spiccatamente politici, secondo molti analisti internazionali. “Guidato dai principi umanitari - si legge nel provvedimento - io decreto: graziare il condannato Khodorkovski Mikhail Borisovich, nato nel 1963 a Mosca, liberandolo da un’ulteriore punizione carceraria". L'ex oligarca russo, dopo poche ore dalla firma della grazia, ha lasciato il carcere. Ha subito preso un aereo per la Germania, dove si trova ricoverata la madre gravemente malata. Khodorkovski, un tempo l'uomo più ricco della Russia, venne arrestato nel 2003 e condannato a 8 anni di reclusione con la scusa dell'evasione fiscale. Poi nel 2010 è stato condannato nuovamente, stavolta con l'accusa di aver sottratto soldi alla propria compagnia petrolifera Yukos. La vicenda è stata considerata da molti come il risultato di un regolamento di conti da parte del Cremlino per le ambizioni politiche e lo strapotere economico del magnate. Alla grazia a Khodorkovski si aggiunge oggi un altro provvedimento di clemenza. La Duma ha approvato in prima lettura il progetto di legge per l'amnistia proposta dallo stesso Putin in occasione dei 20 anni della Costituzione russa. Del provvedimento potrebbero beneficiare anche le attiviste del gruppo punk-femminista Pussy Riot e i militanti di Greenpeace, sotto inchiesta per la loro protesta di settembre nell'Artico. Il testo dovrebbe essere approvato, in seconda e terza lettura, domani. Secondo alcuni media, riguarderà circa 25.000 detenuti.
Putin concede la grazia a Khodorkovski
L'ex magnate del petrolio russo lascia la prigione dopo 10 anni. La Duma approva anche l'amnistia che potrebbe liberare le Pussy Riot e i militanti di Greenpeace
