Esteri

Cosa Nostra, il boss Palazzolo estradato in Italia

Dopo 30 anni finisce la latitanza del tesoriere di Riina e Provenzano. Vito Roberto Palazzolo è atterrato stamattina a Malpensa dalla Thailandia

Adesso dovrà scontare la condanna a nove anni per associazione a delinquere di tipo mafioso, dalla quale è fuggito per 27 anni. Vito Roberto Palazzolo, uomo chiave di Cosa Nostra, tesoriere dei boss Riina e Provenzano, è atterrato stamattina, accompagnato dagli uomini dell'Interpol, all'aeroporto di Milano-Malpensa con un volo proveniente da Bangkok. Dopo l'arresto del marzo 2012, è stato estradato in Italia dalla Thailandia. Dedito all'attività di riciclaggio e pulitura delle ingenti somme di denaro provenienti dai traffici di droga e dal contrabbando di sigarette, Palazzolo è una delle più importanti figure dell'associazione criminale, con funzioni di cerniera tra il mondo imprenditoriale e Cosa Nostra col preciso scopo di consentire la gestione e il reimpiego dei capitali acquisiti illecitamente. Ricercato in campo internazionale dai primi anni '90, nella metà degli anni '80 si era trasferito in Sudafrica, dove viveva a Franschhoek (Città del Capo), sotto l'ala protettiva di personaggi di spicco dei servizi segreti e della politica locale. Ma era tenuto sotto controllo dall'Italia, e regolarmente intercettato nelle sue conversazioni telefoniche e su Facebook. Il Sudafrica non aveva mai concesso l'estradizione. A tradirlo è stato un viaggio alla volta di Hong-Kong, nel febbraio del 2012. Grazie a una soffiata di un suo confidente, gli uomini dell'Interpol si sono messi sulle sue tracce, e il mese seguente Palazzolo è stato fermato dal personale dell'Immigrazione thailandese nell'aeroporto internazionale di Bangkok. L'uomo era da tempo oggetto di attenzione da parte del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia-Divisione Interpol che monitorava i suoi movimenti e quelli dei suoi familiari anche in collaborazione con il segretariato generale di Lione-Unità di ricerca latitanti. Con la consegna all'Italia si chiude l'iter processuale thailandese, iniziato a seguito della richiesta di estradizione avanzata dal ministero della Giustizia italiano nel 2012.

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