Nelson Mandela è morto. Ne ha dato notizia il presidente del Sudafrica Jacob Zuma in un messaggio in diretta alla nazione. «I nostri pensieri - ha detto - sono con la sua famiglia, con i colleghi e amici e con il popolo sudafricano». Zuma, visibilmente commosso, ha espresso «profonda gratitudine» per Mandela. Poi ha dichiarato il lutto nazionale. Mandela aveva 95 anni. Era nato a Mvezo il 18 luglio 1918. Fu il primo «nero» a essere eletto presidente dopo la fine dell'apartheid. Per la lotta combattuta contro la segregazione razziale, che gli costò anche 27 anni di carcere, gli venne assegnato nel 1993 il premio Nobel per la pace insieme al predecessore Frederik Willem de Klerk, il presidente «bianco» che firmò la sua scarcerazione. Nelson Mandela iniziò a far politica nel 1941, con una fuga. Lasciò il villaggio dove era nato per non sposare la ragazza scelta per lui dal capotribù Thembu Dalindyebo. Per non mancare di rispetto alla famiglia rifiutando il matrimonio obbligato scappò a Johannesburg dove, studente di legge, cominciò a battersi per il riconoscimento dei diritti politici, sociali e civili per la popolazione nera, a cui allora venivano negati dal governo «bianco». Nel ’42 entrò a far parte dell'African National Congress e due anni dopo fondò la Youth League, insieme a Walter Sisulu e Oliver Tambo, i compagni di una vita trascorsa in prima linea. Sei anni dopo il Partito Nazionale, pro apartheid, intensificò la politica di segregazione razziale e Mandela iniziò attivamente, fondando poco dopo l’ufficio legale Mandela e Tambo per fornire assistenza gratuita a uomini e donne di colore che ne avevano la necessità ma non i soldi per poterla pagare. Il 5 dicembre 1956 venne arrestato insieme ad altre 150 persone e accusato di tradimento. Venne però assolto dopo un processo lungo 5 anni. Dopo l'uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville, appoggiò la lotta armata. Nel frattempo aveva sposato in seconde nozze Winnie Madikizela, da cui poi si separerà nel 1992. Per porre fine all’apartheid pensò persino alla guerrilla, organizzò campagne di sabotaggio contro l'esercito. Nel 1962 finì per la prima volta in carcere con l’accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero. Il 12 giugno 1964 venne condannato all’ergastolo per sabotaggio. «Nelson Mandela Libero» divenne così lo slogan di chi si opponeva all’aparhied. nel 1985 rifiutò l’offerta di libertà condizionata in cambio della rinuncia alla lotta armata e così rimase in carcere fino all’11 febbraio 1990, quando venne liberatio dal presidente della Repubblica de Klerk. Nel luglio 1991 divenne quindi presidente dell’African National Congresse tre anni dopo sconfisse alle elezioni proprio de Klerk divenendo presidente. A de Klerk riservò il ruolo di vice presidente. Iniziò il difficile processo per porre fine alla segregazione razziale istituendo la cosiddetta Commissione per la Verità e la Riconciliazione. Durante il governo raccolse critiche anche dalla maggioranza nera per cui si era sempre battuto, come quella di aver sottovalutato il pericolo rappresentato dall'Aids, e la decisione di schierare l'esercito sudafricano per opporsi al golpe del 1998 nel confinante Lesotho. Il 18 luglio 1998, giorno del suo ottantesimo compleanno, si sposò con Graca Machel, che divenne così la terza moglie dopo il divorzio da Winnie. Dopo aver lasciato la presidenza della Repubblica proseguì comunque ad impegnarsi sul fronte dei diritti civili ricevendo numerose onorificenze, incluso l'Order of St. John dalla Regina Elisabetta II d'Inghilterra, la Presidential Medal of Freedom dal presidente Usa George W. Bush e il Bharat Rtna, il più alto riconoscimento civile indiano. Nel giugno 2004 l'annuncio ufficiale del ritiro dalla politica attiva per avere più tempo per la famiglia. Il 27 giugno 2008 Londra ha festeggiato i novant'anni di Madiba con un concerto ad Hyde Park. Nessuno se aspettava, vista l'età avanzata e la salute che iniziava a vacillare, ma al concerto arrivò pure lui. Mezzo milione di giovani lo accolse con un interminabile applauso. Ai lati del palco il numero 46664, il numero, quello stampato sulla sua giubba da carcerato a Pollsmoor. La casa in cui Mandela abitò a Soweto è oggi sede del Mandela Family Museum, dedicato alla vita di Mandela. Il 28 marzo scorso il primo ricovero in ospedale, a Pretoria, per una grave infezione polmonare connessa ad una tubercolosi contratta durante la prigionia. Dimesso il 6 aprile, le sue condizioni sono tornate ad aggravarsi l'8 giugno. Nuovo ricovero, il 24 si teme per la vita. Ma lui, vecchio leone si riprende. Il 27 l'infezione ai polmoni torna a farsi sentire, si teme che Mandela non riesca a superare la notte. Fortunatamente ce la fa ma il 4 luglio viene dichiarato in stato vegetativo permanente. La famiglia smentisce la notizia, ma le condizioni restano critiche, finchè alle 22.50 del 5 dicembre il cuore di Madiba si ferma. A darne l’annuncio è stato il Presidente del SudAfrica Zuma in diretta televisiva che per lui annuncia funerali di Stato. Mentre dal mondo piovono dichiarazioni di cordoglio. Nelson Mandela "ha vissuto per un ideale e l'ha reso reale", ha affermato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Per il segretario dell'Onu Ban Ki Moon "è stato un gigante di giustizia". L'Onu gli ha tributato un minuto di silenzio non appena saputa la notizia della morte. Mentre per il premier britannico Mandela "era un eroe del nostro tempo". "Nelle sue mani c'erano il peso e la grandezza di una vita combattuta indifesa di un'ideale", ha sottolineato il sindaco di Firenze Matteo Renzi che il 16 aprile 2012 gli aveva consegnato il Fiorino d'oro. Tantissimi gli atleti, dalla nuotatrice Federica Pellegrini all'ex campione di motociclismo Max Biaggi, che hanno voluto inviare tramite Twitter pensieri per l'eroe anti-apartheid.
Addio a Madiba, l’eroe anti-aparthied
Nelson Mandela è morto a 95 anni. È stato presidente della Repubblica Sudafricana dal 1994 al 1999. Per le sue battaglie contro la segregazione razziale trascorse 27 anni in carcere
