Esteri

La fanno partorire a forza e le portano via la figlia

Il caso finisce al Parlamento inglese

LONDRA I servizi sociali dell'Essex, in Inghilterra, hanno ottenuto un'autorizzazione giudiziaria che ha consentito loro di togliere ad una donna italiana incinta e in viaggio di lavoro in Inghilterra il proprio bebè - una volta effettuato il parto con taglio cesareo - perché la donna era stata vittima di un crollo nervoso. A scriverne è il Telegraph, precisando che la bimba, che ora ha 15 mesi è sempre affidata alle cure dei servizi sociali che si rifiutano di riconsegnarla alla madre, malgrado questa assicuri di aver pienamente ritrovato il proprio equilibrio. Un «caso senza precendenti», per i legali della donna che sottolineano come anche se i servizi sociali britannici avessero operato nell'interesse della neomamma avrebbero comunque dovuto - prima di intervenire - informare la famiglia di lei e i servizi sociali italiani, che si sarebbero potuti certamente occupare della bimba nel modo migliore. «Non ho mai sentito una cosa del genere in 40 anni di carriera», ha dichiarato al Sunday Telegraph Brendan Fleming, il legale britannico della donna. «Posso capire che qualcuno che sta molto male non sia in grado di dare il proprio consenso ad una procedura medica, ma un cesareo forzato è senza precedenti. Se vi erano poi timori circa la possibilità che questo bambino venisse accudito nel modo dovuto dalla madre italiana, allora le autorità avrebbero fatto bene a avvertire i servizi sociali italiani e fare rientrare il bambino lì». La donna era arrivata in Inghilterra nel luglio dello scorso anno per seguire un corso di formazione presso lo Stansted Airport nell'Essex. In seguito ad un attacco di panico, per l'errata assunzione dei farmaci per un disordine bipolare, ha chiamato la polizia, che si è preoccupata e l'ha portata in una struttura psichiatrica. Secondo quanto riferito dalla donna quando ha detto di voler far rientro nel suo albergo, questo non le sarebbe stato concesso. Ad un certo punto sarebbe stata sedata e al risveglio le sarebbe stato detto che il bambino era nato con un cesareo. Il caso finisce in Parlamento: John Hemming -liberaldemocratico - ha detto: «Ho visto molti casi di abusi sui diritti delle persone, ma mai nessuno così estremo». «Posso soltanto ipotizzare che sia sia pensato a un eventuale uso di psicofarmaci in gravidanza come fattore di rischio per il bambino», ha detto il presidente di Telefono Azzurro Caffo, neuropsichiatra infantile. «Per la nostra associazione una delle cose più preoccupanti è che, in base a come la situazione viene descritta, vi è un bambino allontanato dalla figura genitoriale».

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