Nel profondo della Grande Mela batte un cuore italiano: il democratico Bill de Blasio , 52enne newyorkese di origini campano-lucane, è il 109esimo sindaco di New York, che ha battuto, anzi, ha letteralmente travolto, il rivale repubblicano Joseph J. Lhota con il 73% dei consensi, contro il 25%. Intorno a Bill, che ha scelto di portare un nome italiano, preferendo all’età di 22 anni quello della madre a quello paterno, ruota un mito antico: quello del «gigante italiano». De Blasio è particolarmente fiero delle sue origini (tra le prime parole ieri, dopo l’elezione, un commosso: «Grazie a tutti», rigorosamente in italiano) e decisamente un gigante, visto che con i suoi due metri è in grado di guardare negli occhi parecchi giocatori di basket. Certo de Blasio non è il primo gigante italiano che conquista New York: il più celebre fu il pugile Primo Carnera che, al Madison Square Garden, il 29 giugno 1933, demolì letteralmente Jack Sharkey con una grandinata di montanti e jab. Durante l’incontro-esecuzione, durato sole sei riprese, Sharkey pretese più volte che fossero controllati i guantoni dell’avversario. Ma non furono riscontrate irregolarità: Carnera non nascondeva pesi di piombo, i suoi cazzotti facevano male e basta. Buttando al tappeto l’avversario Primo Carnera divenne il primo italiano campione del mondo dei Pesi Massimi. E chissà forse la fama di Carnera diede una mano anche a un altro illustre italoamericano: Fiorello La Guardia , eroe della Prima Guerra mondiale eletto sindaco di New York proprio nel 1933. Di origini pugliesi (il padre arrivava da Cerignola) divenne celebre in politica per il suo atteggiamento integerrimo, contro ogni compromesso e teso a contrastare inciuci e corruzione. Ma era anche una persona di estremo buon senso: fu sempre contro il proibizionismo... che avrebbe portato solo guai. E uno di questi guai (non si può sempre parlar bene degli italoamericani) portava il nome di Al Capone . Figlio di un barbiere di Castellammare di Stabia emigrato a New York Scarface Al fu il simbolo stesso del gangsterimo che travolse gli Stati Uniti tra le due guerre. Ma il segno positivo sulla lavagna degli italoamericani a New York sopravvanza senza dubbio quello negativo. La Grande Mela nei suoi momenti più bui ha visto spiragli di luce tricolore. La tragedia dell’11 settembre trovò primo cittadino di NY Rudolph Giuliani , politico energico di origini pistoiesi. Seguando la «Teoria delle finestre rotte» e con la «Tolleranza Zero» abbattè radicalmente il leggendario livello di criminalità newyorkese... ma nel 2001 si trovò ad avere ben altro che delle finestre rotte nella sua città. E adesso arriva Bill de Blasio che, con una moglie afroamericana e una famiglia già divenuta icona di una Grande Mela multirazziale, ha annunciato di voler lavorare per una città liberal più equa, che sia in grado di mitigare i contrasti e lo smisurato divario tra ricchi e poveri. Il suo programma ha raccolto simpatia e consensi. Un programma che ora andrà attuato.
Un gigante italoamericano come Carnera e La Guardia
Origini campane. Bill de Blasio eletto sindaco di New York. Travolto l’avversario repubblicano con il 73% dei consensi
