Esteri

Orrore in Mali. Sgozzati due giornalisti francesi

Erano dell’emittente Radio France. Sono stati rapiti mentre intervistavano il leader del Movimento nazionale per la liberazione nella sua abitazione. Poi l'esecuzione. Il presidente Holland: «Indignazione per un atto odioso».

Dakar (Senegal) - Due giornalisti francesi dell’emittente Radio France Internationale (Rfi) sono stati rapiti e uccisi oggi a Kidal, nel nord del Mali. Le vittime sono Ghislaine Dupont, di 51 anni, e Claude Verlon, di 58 anni, e pare siano stati sgozzati. I due sono stati prelevati da uomini armati subito dopo un’intervista in casa del leader del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), Ambeiry Ag Rhissa, ma al momento non ci sono certezze sui responsabili. Il presidente francese, François Hollande, ha espresso indignazione e ha convocato per domani i ministri chiave del suo governo per provare a far luce sull’accaduto. Intanto sul campo è in corso un’indagine delle autorità maliane. RAPIMENTO A KIDAL . Secondo quanto riporta il sito di Rfi, lo stesso Ambéry Ag Rissa ha sentito un rumore sospetto sulla strada e dei colpi di arma da fuoco esplosi contro il veicolo dei giornalisti; a quel punto ha aperto la porta e ha visto i rapitori che facevano salire i due reporter a bordo di un 4x4 beige. I sequestratori avrebbero allora minacciato l'uomo, intimandogli di rientrare in casa. RITROVAMENTO DEI CORPI SGOZZATI A KIDAL . I corpi senza vita dei giornalisti sono stati ritrovati sgozzati a pochi chilometri da Kidal, lungo la strada che porta a Tinessako, a est della città. «Dalle informazioni che ho, avevano la gola tagliata», ha riferito Lassana Camara, vice prefetto di Tinessako. IPOTESI SUI RESPONSABILI . Nessuna certezza sui responsabili, ma la pista privilegiata è quella degli islamisti. «Non sappiamo per certo chi li abbia rapiti, ma le notizie che sentiamo indicano che si trattava di islamisti», ha proseguito il viceprefetto di Tinessako, aggiungendo che è in corso un’indagine. Un membro dell’esercito maliano coinvolto nelle indagini, il tenente colonnello Oumar Sy, afferma che la pista sembra puntare verso il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad, di cui Kidal è il quartier generale. «Siamo in una città che è de facto nelle mani dell’Mnla, apprendiamo che queste povere persone sono state prelevate di fronte alla casa del leader dell’Mnla, nessuno alza un dito per difenderli, a che conclusione giungereste?», ha detto il tenente colonnello. IL RICORDO DI RADIO FRANCE INTERNATIONALE . La redazione di Radio France Internationale è «sotto choc, profondamente rattristata, indignata e arrabbiata» per quanto successo ai due inviati speciali. Il presidente François Holland ha espresso la sua «indignazione per questo atto odioso» e ha poi avuto un colloquio telefonico con il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita. I due leader, ha fatto sapere l’Eliseo, si sono accordati per «proseguire senza allentare la lotta contro i gruppi terroristici che restano presenti nel nord del Mali». Hollande ha inoltre convocato per domani i ministri chiave del suo governo, come primo passo per risalire a come e perché i due reporter siano stati uccisi. L’INTERVENTO MILITARE FRANCESE CONTRO AL QAEDA . I ribelli del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad avevano invaso il nord del Mali lo scorso anno, ma successivamente sono stati cacciati dai combattenti di Al Qaeda nella regione. A gennaio la Francia ha lanciato un intervento militare in Mali per provare a cacciare i jihadisti dal nord del Paese. Parigi è riuscita nell’intento in tutta la zona, ripristinando il potere del governo centrale maliano, ma con l’eccezione proprio di Kidal. Qui infatti, nonostante le forze dell’esercito siano arrivate quest’estate, sono rimaste confinate all’interno della loro base senza potere pattugliare le strade, dal momento che le vie sono presidiate perlopiù dai ribelli dell’Mnla.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.