L’Iran accetterà ispezioni a sorpresa nei propri siti nucleari nell’ambito della Roadmap presentata a Ginevra: lo ha reso noto il capo negoziatore e vice ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araqhchi, nella seconda e ultima giornata di negoziati con il 5+1. «Nella prima fase questioni del genere non si pongono, ma rientrano invece in quella successiva», ha dichiarato Araqhchi. I sopralluoghi senza preavviso sono previsti dal Protocollo annesso al Trattato sulla Non Proliferazione Nucleare. Araqhci non ha fornito dettagli sul piano offerto in cambio della revoca delle sanzioni internazionali, che stanno strangolando sempre di più l’economia della Repubblica Islamica. Secondo indiscrezioni il piano prevede il riconoscimento al diritto dell’Iran di arricchire l’uranio e l’attuazione di misure volte a garantire la natura pacifica del programma atomico di Teheran. La prima fase, della durata di sei mesi, dovrebbe «andare incontro alle preoccupazioni immediate» dell’Occidente e della comunità internazionale. Il nodo più spinoso resta l’arricchimento in proprio dell’uranio da parte di Teheran. Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania, ma entro certi limiti le stesse Russia e Cina, chiedono una riduzione di queste attività e lo stop ai livelli più alti di arricchimento, quelli in grado di produrre materiale fissile teoricamente utilizzabile a scopi militari. Finora anche il neo-presidente Hassan Rohani, un moderato filo-riformista, si è rifiutato di fermare le attività di arricchimento dell’uranio. Su questo si starebbe trattando e forse anche per questo i colloqui nella sede ginevrina dell’Onu sono iniziati con un’ora e mezza di ritardo rispetto al previsto. Fonti diplomatiche occidentali in via riservata hanno comunque indicato come probabile un nuovo incontro fra qualche mese. Intanto proprio a Ginevra emissari di Gran Bretagna e Iran hanno concordato di nominare entro due settimane un incaricato d’affari non residenti, come primo passo verso la piena ripresa dei rapporti diplomatici. I rapporti diplomatici diretti tra Iran e Gran Bretagna erano stati di fatto congelati nel 2011 in seguito a un assalto contro la sede diplomatica britannica a Teheran. L’ambasciata iraniana a Londra era stata chiusa poco dopo e le relazioni diplomatiche ed economiche ridotte, anche se mai interrotte ufficialmente.
L’Iran accetterà le ispezioni a sorpresa sul nucleare
In cambio il Paese islamico vedrebbe riconosciuto il proprio diritto a proseguire sulla strada dell’arricchimento dell’uranio
