Un'apertura di credito su Iran e Siria, con l'avvertimento che gli Stati Uniti ora attendono che alle parole seguano "azioni trasparenti e verificabili". Davanti ai leader mondiali riuniti per l'inaugurazione della 68ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, Barack Obama ha chiamato alle sue responsabilita' l'intero sistema Onu, ribadendo che Washington non intende fare il gendarme del mondo ma vuole che le regole vengano rispettate. Anzitutto da Damasco: "La comunita' internazionale deve imporre un bando sulle armi chimiche", ha avvertito il presidente americano, "e' nell'interesse degli Stati Uniti e del mondo". Nel suo intervento al Palazzo di Vetro di poco piu' di 40 minuti, Obama ha sottolineato che "la sovranita' non puo' essere uno scudo per i tiranni per commettere gratuiti massacri" come quello condotto dal regime siriano con il gas sarin il 21 agosto. "E' un insulto alla ragione umana e alla legittimita' di questa istituzione suggerire che sono stati altri al di la' del regime a portare avanti l'attacco", ha osservato, "le prove che sia stato Bashar Assad a usarle sono schiaccianti". Per questo, ha avvertito, il presidente siriano, una volta sistemata la questione delle armi chimiche, "non potra' comunque tornare a governare come se nulla fosse". Sulla Siria, Obama ha fatto prima un'autocritica a nome della comunita' internazionale ("la nostra risposta non e' stata all'altezza della sfida"), poi ha lanciato un appello per "una risoluzione forte" dell'Onu "per verificare che il regime mantiene i suoi impegni sulla distruzione delle armi chimiche". Per il presidente Usa, "tutti i Paesi che possono influenzare una risoluzione pacifica della guerra civile" siriana "sono i benvenuti", ma mentre si lavora a una nuova conferenza di Ginevra non si devono dimenticare gli oltre due milioni di profughi. "Chiedo a tutti i Paesi di andare incontro ai bisogni umanitari in Siria", ha detto Obama, ricordando che gli Usa "hanno gia' impegnato oltre un miliardo di dollari in questo sforzo" e annunciando "un ulteriore stanziamento di 340 milioni di dollari". Poi il titolare della Casa Bianca si e' rivolto all'Iran, il cui presidente Hassan Rohani non era presente nella sala perche' impegnato in colloqui ma era rappresentato dal ministro degli Esteri, Jawad Zarif. Obama si e' detto "incoraggiato" dalle parole piu' moderate arrivate dal nuovo corso di Teheran: "Ci potrebbero essere basi per un accordo sul programma nucleare dell'Iran fondato sulle recenti dichiarazioni della leadership iraniana", ha spiegato, a patto che vengano seguite da "azioni trasparenti e verificabili". In questo senso ha ricordato come le sofferenze e le perdite patite dall'esercito iraniano quando Saddam uso' il sarin contro i suoi soldati durante la guerra degli anni '80 possano avvicinare l'Iran a Israele, cioe' alle vittime delle camere a gas naziste. Proprio il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha espresso "apprezzamento" per le parole di Obama riguardo la richiesta che l'Iran faccia seguire alle parole i fatti, sottolineando che il suo Paese "e' favorevole a una soluzione diplomatica e vericabile che smantelli del tutto la capacita' dell'Iran di sviluppare armi atomiche". Per il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, presente al Palazzo di vetro, quello di Obama e' stato "un grande discorso" perche' "rilancia gli Usa in un ruolo di elemento stabilizzatore, di chi e' portatore di pace ma chiede anche il rispetto delle regole". "Sulla Siria bisogna trovare una soluzione politica a partire dall'Onu", ha insistito il premier.
Obama all'Onu: "Sulla Siria mai più armi chimiche"
All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il presidente americano non usa mezzi termini.
