Esteri

Onu: «Assad ha commesso troppi crimini»

Il presidente siriano Bashar al-Assad «ha commesso molti crimini contro l'umanità». Ne è convinto il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che si aspetta dal rapporto degli ispettori...

Il presidente siriano Bashar al-Assad «ha commesso molti crimini contro l'umanità». Ne è convinto il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che si aspetta dal rapporto degli ispettori Onu una conferma dell’uso di armi chimiche il 21 agosto su un sobborgo di Damasco. «Credo che il rapporto sarà schiacciante (nel dimostrare, ndr) l’uso di armi chimiche, anche se io non posso parlarne pubblicamente prima di aver ricevuto il rapporto», ha detto Ban a un vertice dell’Onu a New York. Riferendosi al documento che stanno elaborando gli ispettori guidati dallo svedese Ake Sellstrom, Ban non ha però indicato il regime di Assad o i ribelli tra i responsabili dell’utilizzo di armi non convenzionali nel conflitto siriano. La Siria intanto avrebbe iniziato a distribuire il suo arsenale chimico su una cinquantina di siti differenti, al fine di complicare il compito di coloro che dovrebbero controllarlo. Il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi sotto anonimato, scrive che un'unità militare specializzata, l'unità 450, è impegnata nello spostamento di tale arsenale chimico di oltre un migliaio di tonnellate iniziato da diversi mesi e continuato fino alla settimana scorsa. E alcuni oppositori siriani sostengono che il regime di Bashar Al Assad sta trasferendo armamenti chimici a Hezbollah e Iraq. Sul piano formale il regime di Damasco si muove per attuare la decisione di aderire alla Convenzione sulla messa al bando di questo tipo di armamenti: il viceministro degli Esteri siriano Faisal Mekdad ha chiamato il direttore generale dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) e ha chiesto assistenza tecnica. Ieri Human Rights Watch denuncia l'esecuzione sommaria ad opera del regime di almeno 248 persone nei villaggi di Bayda e Banias il 2 e 3 maggio scorsi. Nel rapporto della ong si dice che il reale bilancio del massacro potrebbe essere molto più elevato: «Si tratta di una delle esecuzioni sommarie più gravi dall'inizio del conflitto in Siria». I passi finora intrapresi dal regime siriano per evitare l'intervento amato Usa «sono certamente utili ma non sufficienti». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri francese Philippe Lalliot aggiungendo che «è necessario che ci sia una risoluzione dell'Onu come testo vincolante». Il regime ha presentato istanza per aderire alla Opwc come primo passo previsto del piano russo per fermare l'intervento armato Usa ma secondo quanto hanno affermato l'Onu e l'Opwc alla richiesta mancherebbero alcuni documenti.

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