Esteri

Al Qaeda agli Usa: «Vi attaccheremo»

Ayman al Zawahri lancia un appello ai suoi: «Colpite subito qui e là L’economia è il punto debole: facciamo sanguinare gli Stati Uniti»

Al Qaeda delinea la sua strategia di attacco: «Dobbiamo continuare questa guerra sul territorio degli Stati Uniti», ha spiegato Ayman al Zawahri, il capo di al Qaeda, in un messaggio audio diffuso nel 12esimo anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle. Occorre attaccare, «qui e là», gli Stati Uniti per fiaccarne l'economia e limitarne le enormi spese per la sicurezza: un appello ai suoi seguaci affinché gli Stati Uniti ed i loro alleati siano attaccati ovunque. Secondo al Zawahri l'economia è «il punto debole dell'America ed essa è traballante a causa di tutte le spese militari impegnate per la sicurezza» del paese. «Per fare restare l'America sotto pressione e in stato d'allerta - ha detto il successore di Bin Laden - occorre qualche attacco qui, qualche attacco là. Dobbiamo dunque continuare questa guerra sul loro territorio». Nel suo messaggio al Zawahri ha anche invitato gli jihadisti ad agire da soli o in gruppo per condurre questi attacchi «disparati». Il punto di riferimento è l'attentato alla maratona di Boston del 15 aprile scorso in cui due fratelli ceceni, uccisero 3 persone e ne ferirono 264, facendo ripiombare nel terrore gli usa con scarsissime risorse. Due pentole a pressione imbottite di esplosivi, chiodi e cuscinetti a sfera, che seminarono morte come la più e sofisticata costosa bomba a frammentazione. «Dobbiamo dissanguare economicamente l'America provocandola, in modo che continui a spendere massicciamente sulla sicurezza», ha detto ancora il successore di Bin Laden, solo così facendo Al Qaeda riuscirà a tenere, «gli Usa in uno stato continuo di tensione e di trepidazione, (ad arrovellarsi), su quando e dove colpiremo ancora». In sintesi Zawahiri sottolinea come, «senza che ci costi nulla...riusciremo ad stringere gli Usa (in un angolo fatto di) una guerra di nervi. Ora dobbiamo fare a casa loro come abbiamo fatto in Somalia, Yemen e Afghanistan». Intanto i ministri degli Esteri di Francia, Gran Bretagna e Usa si incontreranno lunedì a Parigi per un pranzo in cui «continuare a discutere degli sviluppi siriani». Lo ha reso noto il portavoce del Quai d’Orsai Philippe Lalliot. Sul fronte negoziale dopo la seconda tornata di colloqui in riva al lago Lemano, stavolta allargata all'inviato di Onu e Lega araba, Lakhdar Brahimi, il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, hanno annunciato che i colloqui per smantellare l'arsenale chimico di Damasco potrebbe aprire la porta a una conferenza di pace. Kerry ha fatto sapere che rivedrà Lavrov a fine mese, a margine dell'Assemblea generale dell' Onu a New York, per tentare di fissare una data per la conferenza di pace, la cosiddetta Ginevra2, a lungo rinviata. Il capo della diplomazia Usa ha parlato di colloqui «costruttivi» in cui si è lavorato «alacremente per trovare un terreno comune» e far sedere allo stesso tavolo il presidente siriano, Bashar Assad, e l'opposizione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.