Esteri

Assad avverte gli Usa «Ritorsioni se attaccati»

Se Obama mette in campo i mezzi d’informazione, il presidente siriano Assad dimostra di non essere da meno. E dopo l’intervista rilasciata la scorsa settimana al francese Le Figaro, ieri è «entrato»...

Se Obama mette in campo i mezzi d’informazione, il presidente siriano Assad dimostra di non essere da meno. E dopo l’intervista rilasciata la scorsa settimana al francese Le Figaro, ieri è «entrato» in casa del nemico, parlando con Charlie Rose della Cbs News. Il raìs, che da circa due anni non parlava con un’emittente americana, avverte che in caso di intervento armato di Usa e Francia, gli amici della Siria, le milizie libanesi di Hezbollah e l'Iran (uniti dalla fede sciita) effettuerebbero rappresaglie. Non solo. Un attacco potrebbe sì diminuire le capacità delle sue truppe, come vorrebbe Obama, ma così si concederebbe un vantaggio alle frange qaediste dell'opposizione. L’intervista sarà trasmessa questa mattina. Assad ha ribadito per l'ennesima volta di non essere dietro l'attacco con armi chimiche, ripetendo che non ci sono prove incontrovertibili. La possibilità di reazioni degli alleati del regime è già stata messa in conto dall’amministrazione Obama. Il capo di gabinetto McDonough ha detto che gli Usa «si stanno preparando a qualsiasi possibilità e saremo pronti a questo». Nel mirino, ovviamente, anche gli alleati degli Stati Uniti, a cominciare da Israele, che ha rafforzato le difese aeree per far fronte alle temute rappresaglie. Una nuova batteria del sofisticato sistema antimisile «Iron-Dome» (cupola di ferro) è stata schierata a Gerusalmme, nella zona occidentale. Il 30 agosto un altro sistema «Iron-Dome» era stato aggiunto alle difese di Tel Aviv puntato a nord, verso il Libano meridionale, dove le milizie di Hezbollah hanno un imponente arsenale di quasi 50.000 tra razzi e missili. In totale sarebbero in uso 6 o 7 batterie «Iron-Dome». Dalla Germania arrivano nuove ipotesi sull’attacco del 21 agosto. La Bild, che cita rapporti degli 007 tedeschi, riferisce che l’esercito siriano potrebbe aver usato i gas contro i civili senza l’ok di Assad. Secondo messaggi radio intercettati dallo spionaggio tedesco, comandanti di brigata e di divisione dell'esercito siriano chiedevano da quattro mesi e mezzo di poter usare armi chimiche, ma l'autorizzazione era sempre stata negata. Questo farebbe pensare che l’attacco non abbia avuto l’approvazione di Assad.

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