Il giornalista di La Stampa Domenico Quirico, rapito lo scorso 9 aprile mentre si trovava in Siria, è stato liberato. L’inviato sta tornando in Italia. «La notizia della liberazione di Domenico Quirico mi riempie di grande gioia e di soddisfazione. Il mio pensiero va prima di tutto ai parenti che potranno finalmente riabbracciare Quirico dopo tanti mesi e numerosi momenti di ansia». Così ha commentato il Ministro degli Esteri Bonino che aggiunge: «Il mio ringraziamento va a chi ha contribuito sostanzialmente al felice esito della vicenda: la Farnesina e la sua Unità di crisi , gli altri apparati dello Stato che insieme hanno con grande determinazione seguito ogni possibile canale per portare a soluzione un caso particolarmente complicato in un contesto ambientale cosi difficile come quello siriano. La liberazione del giornalista èanche una bellissima notizia per tutti i rappresentanti dei media che rischiano la vita sui fronti di guerra per raccontare la verità in situazioni estreme». Ecco una scheda che ripercorre le tappe principali, dalla scomparsa del giornalista a oggi. Con l'inviato si erano persi i contatti il 9 aprile, ma lo scorso 6 giugno era riuscito a telefonare alla moglie, Giulietta, avvisandola che era stato rapito ma stava bene. Da allora nuovamente il silenzio. Il 1° giugno le figlie di Quirico, Metella ed Eleonora, avevano pubblicato un video-appello. «Su Quirico non ho novità sostanziali, ma non ne ho neanche di cattive», aveva detto il ministro degli Esteri Emma Bonino lo scorso 27 agosto nel corso di un'audizione davanti alle commissioni Affari esteri congiunte di Senato e Camera. CHI È DOMENICO QUIRICO. Quirico, 62 anni, sposato e padre di due figlie, è uno degli storici inviati di guerra della Stampa. Negli ultimi anni ha raccontato conflitti e situazioni di crisi in diverse parti del mondo, dal Sudan, al Darfur, fino al Nordafrica teatro della Primavera araba. Nell'agosto 2011 venne rapito in Libia, mentre più di recente si è recato in Mali, Somalia e tre volte in Siria. LA SCOMPARSA. Il giornalista non aveva dato più alcuna notizia di sé dallo scorso 9 aprile. Entrato in Siria sabato 6 aprile, aveva attraversato il confine con il Libano, per dirigersi nella zona di Homs con l'intento di realizzare alcuni reportage. Il contatto successivo era stato giorno 8 aprile, quando con un messaggio e una telefonata alla moglie, aveva confermato di stare bene. Quindi, il giorno successivo, aveva inviato un sms a un collega, per annunciare che era diretto verso Homs. Da quel momento il silenzio, rotto poi il 6 giugno con una telefonata in cui ha rassicurato la moglie sul fatto che stava bene. IL VIDEOMESSAGGIO DELLE FIGLIE. Il primo giugno le figlie del giornalista, Eleonora e Metella, avevano pubblicato un videomessaggio per chiedere notizie sul padre. «Siamo le figlie di Domenico Quirico, il giornalista inviato del quotidiano La Stampa scomparso in Siria da 50 giorni», dicevano le ragazze nel video, rivolgendosi poi direttamente alla popolazione e alle autorità siriane. «Nostro padre - affermavano - è nel vostro Paese per raccontare all'Italia il dramma della Siria e del popolo siriano. Chiediamo a chiunque abbia sue informazioni di aiutaci a trovarlo e riabbracciarlo presto. Se qualcuno ha notizie si rivolga per favore alle autorità italiane. Ciao papà, con mamma ti aspettiamo presto». Un appello alla liberazione era arrivato anche da Papa Francesco, che il 2 giugno ha chiesto la liberazione di tutti gli ostaggi presi in territorio siriano.
Liberato il giornalista Domenico Quirico
Era stato rapito il 9 aprile in Siria. Il ministro Bonino: notizia che mi riempie di gioia. Rilasciato anche un reporter belga
