La Russia continua a inviare sempre nuove navi da guerra al largo della costa siriana: non per una normale rotazione delle unità che incrociano regolarmente nel Mediterraneo orientale, confermata dal ministero della Difesa alla fine di agosto, ma per rafforzare la presenza della propria Marina nell'area, in vista dell'annunciato intervento americano contro il regime di Bashar al-Assad. Secondo fonti militari russe riservate, citate tra gli altri dall'agenzia di stampa statale Ria-Novosti, è già salpata dal Mar Nero la Nikolai Filchenkov, un grande mezzo da sbarco che effettuerà un attracco intermedio a Novorossiysk, dove «prenderà a bordo un carico speciale» di natura non specificata, per poi proseguire verso la destinazione stabilita. A seguire partiranno la fregata Smetlivy, a metà settembre, mentre un paio di settimane dopo sarà la volta della corvetta Shttil e dell'incrociatore lancia-missili Ivanovets. Hanno nel frattempo attraversato il Bosforo ulteriori due unità da sbarco, la Minsk e la Novochesserkask, e la nave da ricognizione Priazyovye. In rotta per le acque siriane sono infine l'altro incrociatore Moskva, il cacciatorpediniere Admiral Panteleyev e la nave-scorta Smetlivy. Probabile l'invio di un secondo cacciatorpediniere, il Nastoichivy. Il dicastero competente non ha commentato le indiscrezioni, ma ieri il numero due Anatoly Antonov aveva sottolineato come attualmente la Federazione disponga sul posto di un «gruppo navale consistente», cui va aggiunta la piccola base di Tartus, appunto in Siria, l'unica esistente al di fuori del territorio dell'ex Urss. «Le nostre navi sono una garanzia di stabilità e di pace», aveva tenuto a precisare il vice ministro della Difesa, chiarendo inoltre che costituiscono «un tentativo di trattenere altre forze, pronte a intraprendere localmente un'azione militare».
Siria: navi da guerra russe al largo della costa
Il vice ministro della Difesa: «Sono una garanzia di stabilità e pace»
