San Pietroburgo (Russia) - Lo spettro dell'intervento militare in Siria incombe sul G20 in Russia, destinato a offuscare i temi economici che solitamente dominano le discussioni delle 20 potenze mondiali. Il summit di due giorni si apre formalmente oggi alle 16 e intorno allo stesso tavolo si ricreerà la spaccatura che da giorni divide i leader favorevoli e contrari all'azione militare contro Damasco. I presidenti Usa Barack Obama, russo Vladimir Putin e francese François Hollande, il segretario generale Onu Ban Ki-moon, il premier turco Recep Tayyip Erdogan, il premier italiano Enrico Letta, il principe saudita Saun Al Faisal al Saud, tra gli altri. Poca la considerazione che i leader mondiali potrebbero dare al mondo in via di sviluppo e alla povertà, sebbene abbiano promesso con gruppi e organizzazioni di unire le forze per combattere corruzione ed evasione fiscale, nella speranza di stabilizzare e distribuire meglio la crescita economica. Di seguito i temi che secondo le previsioni domineranno il summit di San Pietroburgo del G20, che rappresenta i due terzi della popolazione mondiale, l'85% del Pil globale e i suoi principali eserciti. Se un mese fa il presidente americano Barack Obama cancello' il previsto vertice bilaterale a Mosca con l'omologo russo Vladimir Putin, in seguito alla concessione dell'asilo temporaneo in Russia alla 'talpa' Edward Snowden, a margine dei lavori del G20 che iniziera' oggi a San Pietroburgo non vi sara' neanche un incontro separato tra il ministro degli Esteri della Federazione, Serghei Lavrov, e il segretario di Stato Usa, John Kerry: lo hanno puntualizzato fonti diplomatiche riservate a Mosca, smentendo cosi' le voci che si erano diffuse a proposito di un colloquio tra i due.
G20, la Siria al centro dell’agenda di San Pietroburgo
Incombe lo spettro dell’intervento mililtare. Smentito l’incontro separato Lavrov-Kerry.
