Due persone sono morte e altre 30 sono rimaste ferite in scontri scoppiati durante una manifestazione a Port Said, in Egitto. Lo hanno riferito ufficiali della sicurezza, aggiungendo che i dimostranti sono stati colpiti da cartucce a pallini che sarebbero state sparate da altri partecipanti alla marcia. Gli ufficiali hanno parlato a condizione di anonimato perché non erano autorizzati a diffondere la notizia. Circa 10mila persone hanno marciato al Cairo nella più grande delle manifestazioni convocate oggi dai Fratelli musulmani contro il colpo di Stato del 3 luglio scorso. Le forze di sicurezza hanno impedito ai manifestanti di radunarsi nelle principali piazze, bloccando gli ingressi con filo spinato, carri armati e veicoli corazzati. Migliaia di persone hanno marciato anche in altre città e alle manifestazioni hanno partecipato molte donne e bambini. Diversi dimostranti sventolavano le bandiere dell’Egitto e portavano ritratti del presidente deposto Mohammed Morsi. «Quando tutto questo era iniziato, si trattava soltanto del ritorno di Morsi al potere, ma ora abbiamo superato questa fase, è stato sparso il sangue», ha commentato uno dei manifestanti, Ahmed Osama. Le marce al Cairo si sono svolte perlopiù in maniera pacifica, tranne alcuni tafferugli scoppiati dopo che manifestanti anti-Morsi hanno affrontato i sostenitori della Fratellanza. Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni contro la folla al Cairo, e Tanta e ad Assiut. Un manifestante è stato ucciso a Zagazig, nel nord dell'Egitto, durante una protesta contro il colpo di Stato del 3 luglio scorso. Lo hanno riferito i Fratelli musulmani, senza fornire dettagli sull'accaduto. Fonti sanitarie hanno fatto sapere che 33 persone sono rimaste ferite da cartucce a pallini sparate durante gli scontri. Le forze di sicurezza egiziane hanno sequestrato telecamere e microfoni dei giornalisti del canale Mubashir Misr dell'emittente panaraba al-Jazeera, che si trovavano in auto private parcheggiate vicino alle proteste dei sostenitori dei Fratelli musulmani. Lo hanno riferito ufficiali citati dal sito ufficiale Ahram Online. Ieri il governo del Cairo aveva definito l'emmittente una minaccia nazionale, affermando che diffonde «pettegolezzi e accuse che nuociono alla sicurezza nazionale dell' Egitto e minacciano l'unità del Paese». Dopo il colpo di Stato del 3 luglio scorso il canale ha trasmesso messaggi di alcuni leader dei Fratelli musulmani ricercati dalle autorità. La rete ha inoltre effettuato numerosi servizi sulle proteste dei sostenitori del presidente destituito Mohammed Morsi, trasmettendo in diretta immagini di alcune marce.
Riprendono gli scontri Due morti e decine di feriti
Due persone sono morte e altre 30 sono rimaste ferite in scontri scoppiati durante una manifestazione a Port Said, in Egitto. Lo hanno riferito ufficiali della sicurezza, aggiungendo che i...
