Esteri

Kerry: «L'uso delle armi chimiche è osceno»

Dura presa di posizione del segretario di Stato americano. E intanto Obama valuta un attacco-lampo e annulla la riunione con la Russia

«L'uso delle armi chimiche è moralmente osceno, non è scusabile ed è innegabile. Ho visto i filmati da pugno allo stomaco, non mi va via dalla testa l'immagine di un uomo che abbraccia la propria figlia morta. È una sofferenza che non possiamo dimenticare». Questo il duro attacco scagliato dal segretario di Stato americano John nei confronti nei confronti della Siria. «Le armi chimiche sono state usate - ha proseguito Kerry - e sappiamo che il regime è determinato a eliminare l'opposizione da quei luoghi che sono stati oggetto dell'attacco. La decisione del regime di permettere un accesso (agli ispettori Onu, ndr) è fin troppo tardiva per essere credibile. Il presidente Obama prenderà una decisione informata su come rispondere. Egli crede che chi ha fatto ciò ne sia ritenuto responsabile». Parole dure, seguite nella notte italiana dall’annullamento della riunione tra Usa e Russia, prevista per domani a l’Aja con l’obiettivo di rilanciare la conferenza internazionale di pace sulla crisi siriana, la cosiddetta Ginevra 2. Fonti del Dipartimento di Stato americano hanno annunciato che l'incontro è stato rinviato a causa delle «consultazioni in corso circa la risposta appropriata all'attacco con armi chimiche in Siria del 21 agosto»: si tratta della presunta strage lealista con missili al gas nervino nell'oasi di Ghouta, alla periferia est di Damasco, che a detta dei ribelli avrebbe provocato centinaia di morti tra la popolazione civile. Al vertice olandese avrebbero dovuto partecipare, per Washington, il sottosegretario di Stato con delega per gli Affari Politici, Wendy Sherman, e l'ambasciatore a Damasco, Robert Ford; per Mosca, Ghennady Gatilov e Mikhail Bogdanov, vice ministri degli Esteri. «Lavoreremo con le nostre controparti russe per riprogrammare la riunione», hanno aggiunto le fonti Usa, sottolineando come il ricorso ad agenti chimici da parte del regime siriano abbia evidenziato la necessità di una «soluzione politica omnicomprensiva e durevole» per il conflitto. Ma intanto la Russia ha espresso profondo «rammarico» per la decisione degli Stati Uniti di rinviare la prevista riunione bilaterale. Il viceministro degli Esteri russo Ghennady Gatilov su Twitter ne ha definito «incresciosa» la cancellazione del vertice, sottolineando che da parte Usa si è trattato di una mossa unilaterale. I colloqui, ha aggiunto Gatilov, sarebbero stati «molto utili proprio adesso che sulla Siria incombe un possibile intervento militare». La situazione, dunque, resta tesa, mentre il presidente Obama - secondo la stampa americana - starebbe valutando la possibilità di un attacco-lampo, della durata di «non più di due giorni», con missili lanciati dalle navi da guerra nel Mediterraneo. Si tratterebbe - spiega il Washington Post citando fonti dell'amministrazione - di un attacco per punire l'uso di gas che dovrebbe anche svolgere una funzione deterrente, mantenendo però allo stesso tempo gli Stati Uniti estranei dalla guerra civile in atto. Obama non ha ancora preso la decisione finale, ma dall’Iran hanno già espresso viva preoccupazione per la possibile azione statunitense: «Vogliamo mettere in guardia con fermezza da ogni attacco militare in Siria - dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi - Ci sarebbero sicuramente conseguenze pericolose, non limitate alla Siria, ma all'intera regione».

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