Mentre l’Italia frena su un suo eventuale coinvolgimento, dalla regione arrivano avvertimenti chiari sulle possibili conseguenze di un attacco: la Siria minaccia un contrattacco anche su Israele e la guida suprema iraniana, Ali Khamenei, assicura: il Medio Oriente è una «polveriera», un attacco Usa avrebbe conseguenze «disastrose». «Capiamo le ragioni che spingono alcuni paesi a voler dare un avvertimento muscoloso - ha detto Bonino - ma riteniamo che per la condizione di estrema complessità della regione e le possibili reazioni di altre potenze... solo il Consiglio di Sicurezza dell’Onu possa e debba assumersi la responsabilità di un intervento». Ma anche se ci fosse il via libera dell’Onu, ha aggiunto Bonino, la partecipazione dell’Italia all’intervento non sarebbe automatica, ma si aprirebbe un «serio dibattito in parlamento». Anche perché si tratta di interventi che «nascono tutti limitati e poi diventano illimitati». Secondo il Washington Post, la Casa Bianca già domani potrebbe rendere noto il rapporto dell’intelligence americana che dimostrerebbe l’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco. La rivista Foreign Policy scrive che i servizi Usa avrebbero intercettato una telefonata tra alti funzionari siriani in cui si parla di un attacco con sarin. La Casa Bianca ieri sera ha riunito il Consiglio di sicurezza nazionale, e forse domani renderà noto il suo rapporto sull’uso di armi chimiche. Oggi la Gran Bretagna presenterà una proposte di risoluzione Onu per la protezione dei civili, mentre gli ispettori hanno visitato un altro sito. Mentre la crisi fa salire il prezzo del petrolio a livelli record.
Bonino: «Sulla Siria, l'Italia frema anche in caso di decisione Onu»
Secondo fonti vicino alla Casa bianca un attacco sarebbe molto vicino fose già da domani.Il ministro degli Esteri esclude la partecipazione italiana a un eventuale conflitto deciso unilateralmente dagli Usa: «La soluzione politica negoziata è la sola sostenibile»
