Esteri

Usa: attacco Siria non è imminente. Spari contro l'Onu

Intanto la Russia avverte: «La guerra avrà conseguenze estremamente gravi»

Fonti della Casa Bianca, seppure sotto la copertura dell'anonimato, si sono affrettate a smentire le indiscrezioni riferite dalla stampa britannica, e in particolare dai quotidiani «The Daily Telegraph» e «The Daily Mail», secondo cui Stati Uniti e Gran Bretagna si appresterebbero a unire le forze per sferrare «a giorni» un attacco contro il regime siriano, accusato di aver fatto uso di armamenti chimici (Cameron, premier inglese è rientrato in tutta fretta dalle vacanze). Intanto ll ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avvertito il segretario di Stato americano, John Kerry, sulle «conseguenze estremamente gravi» che avrebbe un eventuale intervento militare Usa contro il regime siriano: lo ha reso noto lo stesso dicastero di Mosca sul proprio sito Internet, riferendo il contenuto di una conversazione telefonica tra i capi delle due diplomazie. Nella telefonata, avvenuta ieri su iniziativa della parte russa, Lavrov ha fatto sapere a Kerry che Mosca è «profondamente allarmata» dalle dichiarazioni ufficiali degli Stati Uniti, pronti a «interferire», come si sottolinea nella nota ministeriale, nel conflitto in Siria. Serghei Lavrov, si legge nel comunicato del dicastero, «ha portato l'attenzione sulle conseguenze estremamente gravi per l'intero Medio Oriente e per la regione del Nord-Africa di un eventuale nuovo intervento militare. Si ha l'impressione che certi circoli, inclusi quelli sempre piu' attivi nei loro appelli per un intervento militare scavalcando l'Onu», è la denuncia da parte della Russia, «stiano francamente tentando di spazzare via gli sforzi comuni russo-americani degli ultimi mesi per convocare una conferenza internazionale per una risoluzione pacifica della crisi». La questione dell'intervento militare in Siria non è nuova perché «fin dall'inizio della crisi, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno cercato di lanciare un intervento militare, ma per loro sfortuna le cose hanno preso una piega diversa». Così il presidente siriano, Bashar Assad, in un'intervista al quotidiano russo Izvestia. Washington, Parigi e Londra «hanno cercato di convincere Russia e Cina a cambiare posizione nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma non ha funzionato», ha aggiunto Assad.  Il cima resta molto teso come testimoniano gli pari di alcuni cecchini contro gli ispettori dell'Onu che da qualche ora stanno cercando di raggiungere il luogo delle bombe chimiche, l'oasi di Ghouta a est di Damasco.

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