Esteri

Mubarak ascoltato in tribunale

Hosni Mubarak è comparso ieri in aula al Cairo per una nuova udienza del processo che lo vede imputato per incitamento alla violenza in relazione all'uccisione dei manifestanti nelle proteste del...

Hosni Mubarak è comparso ieri in aula al Cairo per una nuova udienza del processo che lo vede imputato per incitamento alla violenza in relazione all'uccisione dei manifestanti nelle proteste del 2011. L'85enne ex presidente egiziano è' stato trasferito dall'ospedale militare del quartiere di Maadi, in cui da giovedì' si trova agli arresti domiciliari dopo che sono scaduti i termini per la carcerazione preventiva. Mubarak, nella gabbia degli imputati insieme ai figli Gama e Alaa e all'ex ministro dell'Interno, Habib Al-Hadly, e sei ex responsabili della sicurezza, ha assistito alle schermaglie processuali, con l'accusa che ha presentato nuove prove e la difesa che ha chiesto che siano sentiti nuoni testimoni. L'ex Rais è apparso su una sedia a rotelle, con occhiali scuri. L'udienza del nuovo processo a Hosni Mubarak è stata aggiornata al 14 settembre. L'anziano ex presidente egiziano, era presente in aula, a soli tre giorni dalla sua scarcerazione. Nel nuovo processo, istituito dopo l'appello concesso a gennaio dalla Corte di Cassazione all'ex rais, Mubarak deve nuovamente rispondere della accuse che lo vedono responsabile dell'uccisione di numerosi manifestanti durante la rivolta che portò alla caduta del suo regime. Nel precedente processo, nel giugno del 2012 Mubarak era stato condannato all'ergastolo insieme all'ex ministro dell'Interno, Habib al-Adly. Nuovi arresti tra le fila dei Fratelli musulmani. Le autorità egiziane hanno fermato il figlio di uno dei leader del gruppo, Mohammed el-Beltagy, nella città di Beni Suef, a 100 chilometri a sud del Cairo. Assieme a lui sono stati arrestati quattro altri membri del gruppo. Lo rende noto un funzionario della sicurezza che ha parlato a condizione di anonimato. El-Beltagy è ancora ricercato. Gli islamisti hanno rinnovato l'appello scendere in piazza contro la destituzione di Mohammed Morsi, in una dichiarazione emessa a nome della Coalizione nazionale a sostegno della legittimità e contro il golpe.

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