Esteri

Mubarak scarcerato e trasferito in un ospedale militare

Hosni Mubarak è stato scarcerato. Ad attendere l’x rais fuori dalla prigione di Torah, nell'estrema periferia meridionale del Cairo, una piccola folla che si era radunata per festeggiare la sua...

Hosni Mubarak è stato scarcerato. Ad attendere l’x rais fuori dalla prigione di Torah, nell'estrema periferia meridionale del Cairo, una piccola folla che si era radunata per festeggiare la sua libertà provvisoria, con le foto dell'ex rais in mano. Ma non l'hanno visto. Mubarak è stato portato via in un elicottero dell'esercito. «Il Paese sta andando alla deriva da quando non c'è più" ha detto Mostafa Mohsein, uno degli uomini in attesa fuori il carcere. Arrivato all'ospedale militare di Maadi, nella parte sud della capitale egiziana, l'ex raìs, 85 anni, è stato caricato a bordo di un'ambulanza nell'area presidiata massicciamente da forze di sicurezza. Come in occasione di ogni altro spostamento, giaceva su una barella e probabilmente - anche se la decisione finale sarà presa dal primo ministro egiziano Hazem el-Beblawi - trascorrerà in ospedale le prime fasi della libertà provvisoria concessagli ieri dai giudici, che ne avevano ordinato la scarcerazione. La scelta dei domiciliari è stata una delle misure di sicurezza prese dal primo ministro dopo gli inizi delle violenze in Egitto. Mirata ad allentare le critiche sulla liberazione e a garantire che Mubarak si presenti in tribunale tra qualche giorno, quando dovrà rispondere della morte di circa 900 manifestanti che protestavano a piazza Tahrir. Durante la prigionia ha avuto seri problemi di salute. Un infarto, e secondo alcune fonti, sarebbe stato anche in coma. Ma sono notizie non confermate ufficialmente. In tutto il tempo in cui è stato chiuso nel carcere di Torah sua moglie, Suzanne, è rimasta a vivere al Cairo, andando saltuariamente a trovarlo e vedere i suoi due figli, anche loro in prigione. I cortei. La liberazione di Mubarak ha scatenato ulteriori polemiche in un Paese già ferito dagli scontri politici. Un corteo di un centinaio di giovani ha sfilato nei pressi dell'ambasciata Usa al Cairo inneggiando contro la scarcerazione: «Non siamo Fratelli musulmani», hanno gridato ripetutamente tra le altre cose i dimostranti. La polizia continua gli arresti. Ieri è stato preso uno dei loro portavoce, Ahmed Aaref, arrestato al Cairo in un appartamento di Nasr City, quartiere della capitale che comprende anche piazza Rabaa. Sono 75 in tutto gli esponenti dei Fratelli Musulmani arrestati in Egitto dal 14 agosto ad oggi.

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