Esteri

Onu: sì di Assad all'inchiesta sulle armi chimiche

L'annuncio del Palazzo di vetro: raggiunto l'accordo dopo un incontro a Damasco

L'Onu ha reso noto di aver raggiunto un accordo con la Siria per un'inchiesta sull'eventuale uso di armi chimiche, senza però precisare se ai suoi ispettori sarà permesso condurre indagini sul posto. Con un comunicato diffuso nella notte, il Palazzo di Vetro ha spiegato che due inviati speciali dell'Onu si sono recati martedì e mercoledì scorso a Damasco per colloqui con il vice primo ministro e il ministro degli Esteri siriani. "Sono stati colloqui seri e produttivi che hanno portato all'accordo sul mod di procedere", si legge nel comunicato che non fornisce ulteriori dettagli. I rappresentanti dell'organizzazione mondiale, lo svedese Ake Sellstrom e la tedesca Angela Kane, rispettivamente responsabile dell'inchiesta ordinata dal Palazzo di Vetro e alto rappresentante per il Disarmo, nei giorni scorsi hanno incontrato a Damasco il vice premier siriano, Qadri Jamil, e il ministro degli Esteri, Walid al-Mouallam, con i quali "le discussioni sono state esaurienti e produttive", recita la nota, tanto da "condurre a un'intesa sul prossimo futuro". Sellstrom e Kane riferiranno quanto prima sull'esito dei colloqui al segretario generale, Ban Ki-moon. Questi ha sollecitato la concessione di tutte le agevolazioni necessarie a fare piena luce sul problema, mentre le autorita' siriane hanno da tempo avvertito che intendono consentire l'accesso soltanto a Khan al-Assal: un sobborgo rurale situato 11 chilometri a sud-ovest di Aleppo, dove il 16 marzo scorso un missile a testata chimica avrebbe ucciso almeno 26 persone, tra cui sedici militari. I lealisti, appoggiati dalla Russia, hanno sempre imputato la strage ai ribelli, che dal canto loro non hanno esitato a ribaltare le accuse, trovando il sostegno tra gli altri di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

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