Esteri

Bengasi, assalto alla sede del partito islamista

Manifestazione dopo l'omicidio di Abdessalem al-Mesmary, un avvocato anti-islamista. La folla ha devastato e saccheggiato il quartier generale di Giustizia e la Costruzione

Caos e panico a Bengasi, dove nella notte diverse centinaia di dimostranti sono scesi in strada per denunciare l'omicidio di Abdessalem al-Mesmary: un avvocato anti-islamista, noto per il suo impegno a favore della creazione di uno Stato secolare in Libia, assassinato ieri nel capoluogo della Cirenaica mentre usciva da una moschea al termine delle preghiere del venerdi' festivo islamico. Torme di giovani a un certo punto si sono diretti verso il quartier generale in citta' del Partito per la Giustizia e la Costruzione, braccio politico dei Fratelli Musulmani: l'edificio e' stato assaltato, devastato e saccheggiato dalla folla, che ha accusato la formazione radicale di essere inoltre mandante di due altri delitti, le uccisioni nello stesso giorno di un agente di polizia e di un ufficiale dell'Esercito. Manifestazioni anche a Tripoli, dove numerose persone si sono radunate nel cuore della capitale al grido di "Il sangue dei martiri non e' stato versato invano!" e "Solidarieta' con Bengasi!". Mesamary, una delle figure che diede il via alla rivolta del 2011 contro il vecchio regime di Muammar Gheddafi, co-fondatore del movimento politico filo-rivoluzionario che sarebbe poi salito al governo del Paese nord-africano, era noto per le sue posizioni intransigenti nei confronti dei Fratelli Musulmani, cui imputava di voler prendere il potere per trasformare la Libia in uno Stato teocratico, nonostante la contrarieta' della maggior parte della popolazione.

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