È nato. Era l'ora. Ma è maschio o è femmina? Mah, il messaggero reale è partito adesso, lui ha la sua carta d'identità. Per capire l'importanza di una venuta al mondo nell'estate 2013, con una nazione intera appesa per ore e ore fuori dal St Mary's Hospital, di Paddington, gli occhi puntati sul terzo piano, dove sta Lady Kate, bisogna ascoltare i dialoghi dei sudditi del Regno. C'è nella loro riverenza e tensione - nella pazienza di aspettare - la sintesi di un evento che è mediatico, storico, politico e familiare. Tutt'assieme e con gli occhi del mondo puntati addosso. Un SOS tata globale, anzi un SOS nursery. Reali, realtà e reality. Le doglie della duchessa di Cambridge erano iniziate alle prime ore di ieri mattina ed ogni fitta era uno scossone patriottico. Accompagnato quasi fisicamente. Inspirare, piano piano, espirare. Kensington Palace in totale trasparenza britannica aveva dato l'annuncio dell'inizio del travaglio dinastico con una nota ufficiale verso le 7.30 del mattino. Una liturgia di condivisione per accompagnare l'arrivo di un futuro erede al trono d'Inghilterra. La suspense che sale, di minuto in minuto. I dialoghi dei sudditi che proseguono, tra ansia a desiderio di gridare in maniera liberatoria: "È nato". Era atteso per il 13 luglio, vedrete si farà aspettare ancora. Ma no, la data era diventata il 19 luglio. E son due false nascite. Via, non nascerà prima del 2 agosto: non esiste re al mondo che non si faccia desiderare. Ed invece no. Eccolo. Habemus (anzi, hanno, loro gli inglesi il Royal Baby). A Londra quando sbuca fuori sono le 16,24, del 22 luglio 2013. L'erede è il terzo pronipote della Regina, il primo nipote di Carlo d'Inghilterra, e un giorno probabilmente sarà alla guida del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Re di Antigua e Barbuda etc. Ci fermiamo all'abbreviazione sospesa per banali ragioni di spazio. Ieri c'erano turisti, c'erano curiosi, c'erano accampati ma soprattutto - ad attendere l'arrivo del figlio di William e Kate - c'era l'Inghilterra tutta. Un Paese che ha ancora la Regina e soprattutto che crede, nonostante i tempi, nelle favole. Dopo averne avute di mancate ed alla rovescia, senza lieto fine, come la storia tragica di Lady D., la Gran Bretagna aveva, ha il bisogno di un finale felice. All'americana, direbbero ad Hollywood con ironia. È che God save the queen. Sempre cantano i sudditi. Pure loro finalmente a conoscenza del sesso del neonato. Ma com'è il bimbo? Ma come, ancora non lo sapete... Maschio è.
Dopo il parto regale Sos Tata nazionale
di Massimiliano LenziÈ nato. Era l'ora. Ma è maschio o è femmina? Mah, il messaggero reale è partito adesso, lui ha la sua carta d'identità. Per capire l'importanza di una venuta al mondo nell'estat...