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Autobomba contro gli sciiti, sangue a Beirut nella roccaforte di Hezbollah

Torna il terrore a Beirut. Un’autobomba è esplosa nel quartiere meridionale di Beir el-Abed, roccaforte di Hezbollah. Il bilancio oscilla fra 37 feriti, come riporta la Croce rossa, e 18, come...

Autobomba contro gli sciiti, sangue a Beirut nella roccaforte di Hezbollah

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Torna il terrore a Beirut. Un’autobomba è esplosa nel quartiere meridionale di Beir el-Abed, roccaforte di Hezbollah. Il bilancio oscilla fra 37 feriti, come riporta la Croce rossa, e 18, come sostengono invece la televisione di Hezbollah al-Manar e funzionari della sicurezza libanese. Dal luogo dello scoppio si è sollevata una colonna di fumo nero e sul posto sono arrivati furgoni dei vigili del fuoco e molte ambulanze, a sirene spiegate. Secondo i testimoni, i feriti sono stati trasportati nei due ospedali vicini Bahman e Rasoul al-Atham. Si tratta di uno dei peggiori attentati in Libano dalla fine della guerra civile.

L'esplosione è avvenuta in un parcheggio vicino all'Islamic Coop, un supermercato solitamente affollato, e a un distributore di benzina. In un quartiere residenziale e commerciale, la zona è vicina a quella nota come 'piazza di sicurezzà di Hezbollah, dove vivono o hanno i loro uffici molti dei funzionari del partito. Lo scoppio ha danneggiato diversi edifici, mandando in frantumi i vetri del vicinato. Molti membri di Hezbollah in abiti civili, alcuni dei quali avevano kalashnikov, hanno circondato e recintato il luogo dello scoppio con nastro giallo. Sia i membri di Hezbollah, sia i funzionari della sicurezza libanese hanno impedito ai giornalisti di avvicinarsi alla zona.

Contrastanti i bilanci dei feriti. Secondo George Kattaneh della Croce rossa, i feriti sono 37 e per la maggior parte hanno riportato ferite da taglio per i vetri andati in frantumi con lo scoppio. La tv al-Manar parla invece di 18 feriti.

L'attentato giunge in coincidenza con l'inizio del Ramadan per molti libanesi sciiti ed è la peggiore avvenuta nella zona da anni. In Libano sono in aumento le tensioni fra sciiti e sunniti, anche per effetto della guerra nella vicina Siria: i ribelli siriani sono perlopiù sunniti e vengono appoggiati dalla parte sunnita della popolazione libanese; il gruppo Hezbollah è invece sciita e molti sciiti libanesi sostengono Bashar Assad, che è un membro della setta alawita, derivata dall'islam sciita. «Questo è un messaggio, ma non ci piegheranno», ha detto Ziad Waked, un funzionario del Comune di Beirut, parlando alla tv al-Manar. Nell'attacco di stamattina Hezbollah vede l'impronta di Israele. «Non è una sorpresa per Dahyeh, roccaforte della resistenza, essere obiettivo di attacchi così meschini e sleali che portano le impronte del nemico israeliano e dei suoi strumenti», ha detto il deputato di Hezbollah Ali Ammar. Dahyeh è il nome con il quale è nota la zona di Beirut colpita. Hezbollah, come il regime della Siria, accusa i ribelli siriani di essere agenti di Stati Uniti e Israele.

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