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Golpe militare in Egitto, Obama: evitare arresti arbitrari

L’esercito prende il potere e annuncia la sospensione della Costituzione. Festa e fuochi d’artificio in piazza Tahrir. Ora subentrerà un governo tecnico che riformerà la legge elettorale e porterà il Paese al voto

Golpe militare in Egitto, Obama: evitare arresti arbitrari

Caos in Egitto, manifestazioni pro e contro Mohammed Morsi

Mohamed Morsi nella notte è stato separato dai propri più stretti collaboratori, arrestati insieme a lui, e trasferito dal quartier generale al Cairo del corpo di elite della Guardia Repubblicana, dove era inizialmente stato trattenuto nel proprio ufficio agli arresti domiciliari, alla sede del ministero della Difesa: lo ha reso noto Gehad al-Haddad, esponente di punta dei Fratelli Musulmani cui fa capo lo stesso ormai ex presidente dell'Egitto nonché figlio di Essam al-Haddad, portavoce e braccio destro di Morsi, anch'egli detenuto insieme, tra gli altri, a Saad al-Katatni e a Rashad Bayoumi, rispettivamente numero uno del Partito per la Libertà e la Giustizia, braccio politico dei Fratelli Musulmani, e numero due dei vertici religiosi del movimento islamista, altri dirigenti del quale sono attualmente ricercati. I cellulari di tutti gli interessati sono stati confiscati, o comunque resi inutilizzabili. Fonti delle Forze Armate in via riservata hanno confermato dal canto loro che Morsi si trova in «custodia preventiva», senza peraltro specificare dove, per i «preparativi finali»: frase sibillina che sembrerebbe alludere all'ipotesi di un'incriminazione del'ex capo dello Stato per essere evaso di prigione durante la rivolta che nel febbraio 2011 condusse alla caduta del vecchio regime di Hosni Mubarak. L'arresto di Morsi è stato eseguito dopo che questi, malgrado fosse appena stato deposto dai militari per decreto, aveva lanciato al Paese un messaggio di sfida nei confronti dei golpisti, annunciando di considerarsi ancora in carica e di voler resistere. «A un certo punto quella sua retorica minacciosa abbiamo dovuto affrontarla», hanno commentato le fonti anonime. E poi: "Morsi è riuscito a creare inimicizia tra gli egiziani». La Costituzione egiziana è sospesa per un breve periodo di transizione e il presidente della Corte Costituzionale, Adli Mansour, assumerà l’incarico di capo dello Stato ad interim. La Corte definirà una nuova legge elettorale per elezioni anticipate, presidenziali e parlamentari. I militari egiziani hanno comunicato ufficialmente a Mohamed Morsi che dalle 19 di ieri non è più presidente e capo dello Stato. Sisi, d’accordo con l’opposizione e i leader religiosi, ha annunciato la road map che prevede un breve periodo di transizione seguito da elezioni presidenziali e legislative. Sisi ha esordito ricordando che per mesi le forze armate hanno esortato Morsi a un dialogo di riconciliazione nazionale ma lui ha fallito. Scaduto l'ultimatum, il presidente aveva proposto un governo di coalizione. Gli Stati Uniti, principale finanziatore delle forze armate egiziane, si dicono «estremamente preoccupati», hanno invitato le parti ad avviare negoziati per arrivare ad una soluzione pacifica. Ma il Pentagono ha ammesso di aver avuto più di un contatto, fino a due giorni fa, con il generale Abdel Fattah al-Sisi. Per il dipartimento di Stato, il presidente deve fare di più per rispondere alle richieste del popolo egiziano. Intanto, la Corte d’Appello egiziana ha confermato una condanna ad un anno di carcere contro il premier Hisham Qandil, ordinando la sua rimozione. È caduta così anche l’ultima testa dei fedelissimi del presidente Mohamed. Qandil era stato condannato ad aprile per non aver rispettato una sentenza di un altro tribunale che aveva previsto la rinazionalizzazione di un’industria tessile svenduta dall’ex rais Hosni Mubarak. Centinaia di soldati hanno sfilato davanti al palazzo presidenziale, mentre blindati hanno circondato la zona della capitale occupata dai sostenitori di Morsi. L’esercito ha precisato che non si tratta di un attacco ai manifestanti ma solo una manovra per impedire un confronto con i dimostranti oppositori, perché «l’esercito egiziano appartiene a tutti gli egiziani». I blindati hanno circondato l’area della moschea di Rabaa Adaweya, nella parte orientale del Cairo, ma anche piazza Tahrir e i dintorni del palazzo presidenziale, in cui hanno manifestando invece gli oppositori del presidente. In precedenza, Morsi aveva rivolto un appello ai suoi sostenitori a «non usare la violenza» per resistere al golpe dei militari in atto. Ma mentre la notte avvolgeva il Cairo, in tv brillano le stellette di Sisi, che annunciava la fine della sua breve era. «Ora chiedo all'esercito egiziano di agire in modo veloce e responsabile per restituire la piena autorità a un governo civile e democratico il prima possibile attraverso un processo inclusivo e trasparente, evitando ogni arresto arbitrario del presidente Morsi e dei sostenitori». Così il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato la situazione in Egitto, per cui si è detto «profondamente preoccupato». Nelle sue dichiarazioni non ha mai usato il termine golpe, scegliendo al contrario parole misurate per descrivere la destituzione del presidente Mohammed Morsi e la sospensione della Costituzione da parte dell'esercito. Prima della sua dichiarazione, Obama si è consultato nella Situation Room della Casa Bianca con il segretario alla Difesa Chuck Hagel, il procuratore generale Eric Holder e la nuova consigliera alla sicurezza, l'ex ambasciatrice all'Onu Susan Rice. «L'interferenza militare nelle questioni di qualsiasi Stato è fonte di preoccupazione. Quindi sarà cruciale rafforzare velocemente il controllo civile in accordo con i principi della democrazia». È quanto dichiarato da un portavoce del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, a seguito del colpo di Stato militare in Egitto. Ha aggiunto che «il segretario generale segue da vicino e con continua preoccupazione gli sviluppi in rapida evoluzione in Egitto». Inoltre, il portavoce ha detto: «La transizione in Egitto ora è a un altro delicato momento critico, dopo che l'esercito ha annunciato la sospensione della Costituzione e la nomina del capo della Corte costituzionale come capo di Stato ad interim - decisioni che non sono state accettate dal presidente Morsi».

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