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Datagate, la "talpa" da Mosca a Cuba. E' giallo

Edward Snowden ha incontrato l'ambasciatore dell'Ecuador per l'asilo politico Per le autorità russe non c'erano motivi per trattenerlo ed estradarlo negli Usa

Datagate, la "talpa" da Mosca a Cuba. E' giallo

Edward Snowden

E'  partito da Mosca per Cuba il jet dell'Aeroflot con Edward Snowden, l’ex tecnico Cia ed ex contractor dell’Nsa Edward Snowden in attesa dell'asilo politico in Ecuador.  L'aereo, perlomeno, è decollato, ma non è ancora chiaro se a bordo c'era anche l'uomo più ricercato dagli Usa. Nessuno dei giornalisti, infatti, secondo quanto riportato dall'agenzia Afp, avrebbe visto Snowden.

Una mossa che le autorità statunitensi avevano cercato di sventare auspicando che la Russia procedesse al rimpatrio della "talpa" che ha rivelato i programmi  di sorveglianza e che nell'ottica americana è una spia. Il portavoce per la Sicurezza Nazionale, Caitlin Hayden avev già fatto leva sulla "rafforzata cooperazione Usa-Russia" sulle questioni legate proprio alle sicurezza per ottenere l'estradizione di Snowden affinché rispondesse in patria delle gravi accuse che gli vengono mosse. Ma le autorità moscovite, con le parole del portavoce del Cremlino Dmitrij Peshkov, avevano gelato tali aspettative, sostenendo che Snowden  “non ha commesso crimini sul territorio russo, e le forze di sicurezza non dispongono di ordini di arresto nei suoi confronti emessi dall’Interpol”, e che quindi non sussisterebbero motivi per arrestare un "passeggero in transito".

L'ex tecnico della Cia eraè coadiuvato da un assistente di Julian Assange, Sarah Harrison, e aspettava che la domanda di asilo politico in Ecuador fosse accolta in tempi brevi, così come dichiarato  dal ministro degli Esteri ecuadoriano Ricardo Patiño in un’intervista con il canale televisivo latino-americano “Telesur" e come ribadito ad Hanoi, dove si trova in visita ufficiale, ai giornalisti, ponendo l'accento su una vicenda che “ha a che fare con la libertà di espressione e con la sicurezza dei cittadini nel mondo”.

Ci sarebbe stato proprio nel terminal di “Sheremetyevo” l'incontro tra Snowden e l’ambasciatore ecuadoregno Patricio Chavez con la consegna ufficiale della richiesta. Sono state infatti notate due auto con la bandiera dell’Ecuador in aeroporto poco prima dell'atterraggio del volo Aeroflot. Nessuna dichiarazione dei rappresentanti diplomatici.

L'agenzia russa Interfax, che riporta un anonimo  ufficiale dell'Aeroflot, aveva sostenuto che Snowden era in possesso di un biglietto per un volo di lunedì per Cuba.  I presenti, però, non l'hanno visto nell'aereo.

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