La legge voluta dal presidente Hollande e presentata dal ministro della giustizia Christiane Taubira è stata approvata definitivamente dall’Assemblea nazionale francese con 331 voti a favore, 225 contrari e 10 astensioni. Una legge che spacca in due la società francese e non solo. I matrimoni gay potrebbero essere celebrati a partire da metà giugno, tuttavia la battaglia legislativa è ben lontana dall’essere conclusa. Il primo dei 22 articoli della controversa legge recita: «Il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o del medesimo sesso». Ma il fronte che si oppone alle nozze gay non si dà per vinto e ha già presentato un ricorso al Consiglio costituzionale: i magistrati avranno un mese per pronunciarsi prima che il testo venga promulgato. Anche l’Ump ha annunciato ricorso mentre già ieri sera il cartello di associazioni «Manif pour tous» ha indetto un corteo fino alla sede dell’Assemblea nazionale. Il clima in cui è stata approvata, infatti, è a dir poco illiberale. Anche ieri circa 800 uomini delle forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno presidiato la sede del parlamento. Nei giorni scorsi 67 giovani erano stati arrestati durante una pacifica protesta e in precedenza un padre di famiglia, Franck Talleu, era stato fermato, portato in commissariato e multato perché indossava una maglietta di «Manif pour tous» mentre passeggiava nei Giardini di Lussemburgo. Un caso non isolato. Grande soddisfazione è invece stata espressa dal sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, dichiaratamente omosessuale, che ha salutato l’approvazione della legge «con gioia e orgoglio». Reazioni anche in Italia. «Evidentemente il governo francese di Hollande fa del matrimonio omosessuale (con annessa possibilità di adottare i figli) una questione di vita o di morte - ha dichiarato il presidente del Forum delle associazioni familiari Francesco Belletti - È una triste vittoria dell’ideologia, vedere il potere repressivo della polizia usato contro la libertà di espressione dei cittadini, dietro la maschera di una falsa "battaglia per la libertà e i diritti"». Ieri sera esponenti del Pdl, della Destra e di Azione universitaria hanno manifestato davanti all’ambasciata di Francia a Piazza Farnese. «Era un’approvazione scontata - ha detto l’on. Eugenia Roccella (Pdl) al termine - ma profondamente divisiva, come dimostrano anche i numeri del voto dell’Assemblea nazionale. Hollande ha mostrato la volontà di affermare questa "bandiera" della sinistra contro tutto e contro tutti. Ha accelerato il voto nel tentativo di evitare una nuova manifestazione antigovernativa che però si farà lo stesso e ha usato in maniera pesante l’arma della repressione. Tutto questo perché ha avuto paura e senza dimenticare che in Francia già da 15 anni ci sono i Pacs. Mi sarei aspettata solidarietà dalla sinistra - polemizza - Siamo per un’Europa che garantisca la libera circolazione delle idee ma non è quello che accade in Francia». E le prospettive in Italia? «Questo tema divide e non è una priorità per il Paese. Non penso che sarà all’ordine del giorno del prossimo governo».
Via libera definitivo alla legge che autorizza i matrimoni gay
Sit in davanti all’ambasciata a Roma Roccella (Pdl): «Pugno duro di Hollande»